Palio dedicato alle sacre particole: “Non un miracolo concluso, ma un prodigio eucaristico”
26 Giu, 2015
sacre particole

Vigilia della presentazione del drappellone dipinto da Francesco Neri: stasera alle 19 nel cortile del Podestà il popolo contradaiolo applaudirà o criticherà l’opera dell’artista che ha vinto il concorso per la realizzazione del “cencio”. E’ una cerimonia a cui partecipano migliaia di persone più attente ai colori, ai segni, alla realizzazione dell’araldica che a dare una lettura artistica del dipinto, un commento molto popolare che misura l’apprezzamento o meno del drappellone. La valutazione critica è lasciata agli esperti d’arte, così come l’interpretazione della dedica che quest’anno riguarda il centenario delle Sacre particole. Un simbolo religioso che ha una lunga storia, come ha raccontato Padre Alfredo Scarciglia stamani nella trasmissione diretta da Cristiana Mastacchi su Antenna Radio Esse. “Si narra che nel 1730, il 14 agosto, i ladri entrarono nella chiesa di San Francesco e dopo aver scassinato il tabernacolo portarono via la pisside con dentro molte ostie consacrate, lasciate dal parroco. Un oltraggio che scosse le coscienze dei senesi. Pochi giorni dopo le ostie furono ritrovate nella cassetta delle elemosine nella chiesa di Provenzano in mezzo alla polvere. Fu tanta la gioia che con una processione solenne vennero riportate in San Francesco, ma dato che non erano state conservate in un contenitore pulito, visto che i ladri avevano rubato la pisside, non vennero consumate nelle funzioni successive. Dopo qualche tempo furono ricontrollate e al contrario di quanto accade normalmente, le ostie non si erano deteriorate ed erano sempre fresche. “Fenomeno singolare, che inverte le leggi naturali della conservazione della materia organica, un fatto unico conservato negli annali della scienza”, come lo descrisse Siro Grimaldi, chimico all’Università di Siena e padre di una mia parrocchiana che partecipò, nel 1914 ad una una nuova ricognizione scientifica compiuta da parte di studiosi illustri, che non seppero spiegare come queste particole, fatte di farina e acqua, non presentassero muffa. Oggi sono venerate ma non sono molto conosciute. Papa Giovanni Paolo II quando venne a Siena nel 1980, disse “E’ una presenza” parlando delle sacre particole”.