Nobel medicina all’immunoncologia, a Siena il primo centro in Italia con il professor Michele Maio
1 Ott, 2018
Maio-èquipe

«È un risultato che ci riempie il cuore, per la medicina, per la scienza e per tutti i nostri pazienti. È una giornata storica per l’immunoncologia e per i risultati raggiunti in questi anni». Con queste parole il professor Michele Maio, direttore del Centro di Immunoncologia e dell’UOC Immunoterapia Oncologica del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, commenta la notizia del premio Nobel per la medicina assegnato agli studi sull’immunoterapia del cancro portati avanti dagli scienziati James Allison e Tasuku Honjo. «Si tratta di un traguardo che premia anche chi ci ha creduto sin dal primo momento – prosegue Maio – come la Regione Toscana che, nel 2004, ha investito in questo settore facendo nascere a Siena, con noi, il primo reparto in Italia interamente dedicato all’Immunoterapia Oncologica. Siamo stati tra i primi ad utilizzare queste nuove strategie terapeutiche e a sperimentare le molecole CTLA4 e PD1, la cui efficacia è stata riconosciuta oggi proprio dalla prestigiosa Accademia Svedese. I primi risultati sono stati conseguiti nel melanoma, poi nel tumore al polmone e oggi abbiamo oltre 40 sperimentazioni attive, dalla fase 1 alla fase 3, in quasi tutti i tipi di cancro. È un riconoscimento importante – aggiunge Maio – anche per migliorare sempre più la sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità di vita. Circa il 50% dei pazienti risponde a queste terapie che, utilizzate da sole o in combinazione, hanno cambiato il modo di curare il cancro perché tolgono il freno al sistema immunitario, rendendolo molto più reattivo contro il tumore». È importante sottolineare che per molti di questi pazienti, sino a qualche tempo fa, non esistevano possibilità di cura. Oggi con l’immunoncologia è possibile trattare quasi tutti i tipi di tumore. «Nel 2017 – conclude Maio – abbiamo visitato a Siena circa 3mila nuovi pazienti e nel 2018 i dati sono in aumento. Collaboriamo con le principali istituzioni e centri di ricerca nazionali e internazionali, oltre ad avere il supporto di enti e associazioni che investono in ricerca, cosa fondamentale per raggiungere gli ottimi risultati di cui parliamo oggi. Proprio in questa direzione il nostro gruppo di ricerca ha recentemente ricevuto un importante finanziamento dalla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), per un progetto di ricerca di 7 anni sull’immunoterapia del cancro nell’ambito del prestigioso Programma AIRC 5×1000. Nell’immediato futuro, già cominciato – conclude Maio – l’obiettivo è quello di lavorare in clinica ed in laboratorio per aumentare la percentuale di pazienti oncologici che beneficiano dell’immunoterapia e di renderla disponibile in un numero sempre crescente di tumori».