Neri replica a Clarich: “E’ contrario all’operazione trasparenza”
29 Ago, 2014
Eugenio Neri

Ho letto con delusione, ma senza sorpresa , le dichiarazioni del neo-presidente della FMPS, Prof. Clarich. Questi, incalzato dai giornalisti  sulla nostra richiesta di rendere consultabili i documenti della Fondazione di Mussari e Mancini, si è dichiarato contrario all’ operazione trasparenza da noi invocata e anzi del tutto disinteressato alla faccende del recente passato. Faccende non da poco visto  il disastro causato alla comunità senese dai suoi predecessori. Ne prendiamo atto, ma critichiamo con forza questa decisione: siamo curiosi di conoscere se questa è una posizione moralmente condivisa anche dagli altri nominati e soprattutto dai responsabili degli enti nominanti. La cosa non finisce qui da parte nostra e chiederemo che il presidente sia ascoltato nell’assemblea cittadina: dirà in Consiglio Comunale le sue ragioni (visto che alla nostra richiesta ufficiale ha risposto solo tramite giornale) e cercheremo di avere risposte approfondite.
Sarà occasione, la sua audizione, ed il conseguente dibattito, di sapere  se il Sindaco e quanti consiglieri condividono l’inopportuno disinteresse di Clarich! Tempo fa deliberammo in Consiglio, con il parere fortemente positivo anche di Valentini, la necessità di istituire una commissione di inchiesta sui “fatti di Siena”: si ripartirà da qui!  A Clarich, che comunque rappresenta Siena,  il merito di mostrare all’Europa intera che non c’è volontà di trasparenza sul più grande dissesto della storia economica, non solo italiana: il suo dichiarato disinteresse implica una clemenza di giudizio che non gli è consentita dal ruolo che ricopre e che suona di fatto come l’assoluzione di  un sistema opaco e dissoluto, dove la politica continua a giocare il suo ruolo peggiore.  A breve la città di Siena sarà valutata per la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, non solo come progetto ma anche come sistema-città. Consideriamo le dichiarazioni e la volontà di Clarich come atti inopportuni che contribuiscono significativamente a ridurre le nostre possibilità di vittoria, perché minano la nostra credibilità.
Come avevamo dichiarato la risposta alle nostre domande  era la misura della continuità morale di questa Fondazione con quel sistema. Siamo persuasi che, di fronte alla legittima necessità di conoscenza della comunità cittadina, vittima di vicende immonde e incapacità colossali, il Prof. Clarich , vista l’importanza del principio, non dovrebbe spaventarsi di eventuali azioni legali dei protagonisti di quel disatro ( sempre che ne abbiano, oltre ai motivi, la faccia!) : noi, e parlo a nome di quella buona metà dei senesi che ci ha chiamato in questo ruolo, vogliamo soltanto leggere cosa hanno detto e deciso, coloro che  guidavano l’Ente nei momenti chiave della sua storia. Vogliamo soltanto conoscere questo, riservandoci un nostro individuale giudizio.
Di Clarich più che il diniego ci ha deluso conoscere il suo disinteresse. Clarich per primo, in rappresentanza della comunità di riferimento, dovrebbe sentire forte la necessità di trasparenza: coprire le decisioni prese e agli atti compiuti con il velo dell’anonimato e con  la depersonalizzazione significa incoraggiare errori futuri e rimuovere ogni termine di rendicontazione dovuto da chi in ogni caso ha una funzione pubblica.

Eugenio Neri – Siena Rinasce