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Naza conquista Siena: sold out al Pendola e pubblico in arrivo da tutta la provincia

Il documentario sta registrando un grande successo nelle sale italiane. A Siena il Cinema Nuovo Pendola prolunga la programmazione. Adele Betti: «Non pensavamo a numeri così grandi»

Ci sono film che si guardano e altri che, una volta usciti dalla sala, continuano a interrogare chi li ha visti. Naza appartiene alla seconda categoria. Il documentario sta registrando un importante successo nelle sale italiane e anche a Siena ha trovato un pubblico numeroso e curioso. Al Cinema Nuovo Pendola (unico cinema che ha messo in programmazione Naza) diverse proiezioni hanno fatto registrare il sold out, tanto da convincere la sala a prolungare la programmazione. Il film sarà proiettato fino a domenica, con appuntamenti alle 21.30 di venerdì e alle 18.30 di sabato e domenica.

Una risposta che ha sorpreso anche chi, al Pendola, ha scelto di scommettere sul documentario fin dalla sua uscita.

“Quando abbiamo saputo dell’uscita di Naza – racconta Adele Betti, programmatrice cinematografica del Cinema Nuovo Pendola – abbiamo pensato che fosse un film che volevamo e dovevamo portare sul nostro schermo”. La scelta nasce dalla convinzione che il cinema possa essere uno strumento importante per affrontare temi difficili e portarli davanti a un pubblico ampio.

“Ci aspettavamo dei grandi numeri, ma non pensavamo tanti così”, racconta Betti. E c’è un particolare che più di altri racconta la curiosità suscitata dal film: alcune persone hanno guidato anche per un’ora per arrivare a Siena e poterlo vedere al Pendola. “Questo ci rincuora – sottolinea Betti – perché dimostra che, nonostante si dica che il cinema sia in crisi, succedono cose del genere: le persone, invece di aspettare che questo film arrivi gratuitamente su una piattaforma, decidono di uscire di casa e andare al cinema”.

Naza è un documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori di No Other Land, e affronta il conflitto israelo-palestinese attraverso testimonianze e immagini particolarmente forti. Il film indaga, in particolare, alcuni aspetti delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e il rapporto tra tecnologia, sorveglianza e guerra.

Un’opera che non cerca di lasciare lo spettatore fuori da ciò che racconta. La forza delle immagini e delle testimonianze rende difficile rimanere semplicemente spettatori e contribuisce a spiegare anche la risposta che il film sta ottenendo nelle sale. A Venezia Naza ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria, confermando l’attenzione internazionale nei confronti del lavoro.

Per il Pendola, però, il successo senese ha un significato che va oltre i numeri.

“Crediamo fermamente che il cinema debba e possa essere un mezzo importante per parlare e portare sul grande schermo temi di cui è necessario e doveroso parlare – spiega Betti – soprattutto perché può farlo in modo potente, in un mondo che ci riempie continuamente di immagini, notizie e numeri che a volte ci travolgono”. E proprio il pubblico che sta riempiendo la sala sembra dare forza a questa idea. «Pensiamo che questa partecipazione nella nostra città sia significativa e importante – aggiunge la programmatrice – e possa diventare una scintilla che fa accendere il dibattito e diventa anche un atto politico a tutti gli effetti”.

Il successo ha creato anche un piccolo paradosso: diverse persone non sono riuscite a trovare posto alle prime proiezioni. Da qui la decisione di prolungare la programmazione e offrire nuove occasioni per vedere il film. Per una sala come il Pendola, che da anni porta a Siena cinema d’autore e opere capaci di stimolare il confronto, è un segnale importante. Un documentario su un tema complesso e doloroso riesce a riempire le poltrone e a spingere spettatori anche da fuori città a mettersi in macchina per raggiungere Siena.

Il grande schermo del Pendola torna a dimostrare quanto il cinema possa ancora essere un luogo di incontro, discussione e partecipazione.

Nicola Ciuffoletti

 

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