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Music My Life!Sabato 28 Marzo arriva la “METAL NIGHT” alla Corte dei Miracoli. Intervista ai Raining Nails!

Su Antenna Radio Esse la rubrica che parla di musica, “Music My Life” a cura di Graziella Ventrone.

Lo spazio dedicato alle band, ai cantautori e ai progetti che gravitano nel nostro territorio e non. 
Attraverso le sue interviste i musicisti potranno raccontarsi!
Appuntamento mensile da non perdere sul nostro sito e sui nostri canali social!

Il viaggio di Antenna Radio Esse all’interno della Metal Night del 28 marzo ore 21.30 alla Corte dei Miracoli – Sala Nera prosegue, entrando nel cuore di altre due realtà che saliranno sul palco di

Siena per una serata interamente dedicata al metal underground, organizzata da Rock Factory.
In questo terzo capitolo incontriamo i Raining Nails, portabandiera di un heavy metal classico e potente, capace di guardare alle radici senza rinunciare a una forte identità moderna,

Con loro abbiamo parlato di live, di appartenenza alla scena, di cosa significa condividere il palco con band diverse e di come ci si prepara a una serata che promette di essere intensa, sudata e senza compromessi. Un ulteriore tassello per raccontare una data che si preannuncia come uno degli appuntamenti più significativi della stagione per gli amanti del metal dal vivo.

I Raining Nails nascono da una visione molto precisa, quella di Massimiliano Flak, ma hanno impiegato anni per trovare la voce giusta. Quanto ha influito questa lunga ricerca sull’identità emotiva di Human Deeds e su come oggi quei brani prendono vita dal vivo?

M:”La lunga fase di ricerca è stata fondamentale, perché Human Deeds nasce proprio da quel tempo di sedimentazione, di tentativi, di persone che prima ti illudono e poi ti lasciano dopo averti fatto solo “perdere” tempo. Non è solo un disco “pensato”, è un disco vissuto: ogni brano porta addosso il peso delle domande, delle fratture e delle ossessioni che hanno accompagnato me e i Raining Nails nel percorso per trovare una voce autentica. Questa attesa ha reso l’identità emotiva dell’album più stratificata e consapevole: i brani cercano si l’impatto immediato, ma lavorano anche in profondità, sul disagio, sulla ripetizione dei gesti umani, sull’ombra che si nasconde dietro le azioni quotidiane. Dal vivo, oggi, quella ricerca si trasforma in presenza. I brani di Human Deeds non vengono semplicemente eseguiti, ma vissuti: ogni concerto diventa un luogo di tensione, dove il suono è più fisico, più ruvido, e l’aspetto emotivo emerge con ancora maggiore forza. È come se tutta quella lunga gestazione permettesse ora ai pezzi di respirare davvero sul palco, liberi da compromessi.”

Il vostro è un classic heavy metal che guarda alla tradizione, ma con una produzione moderna e un forte lavoro sulle dinamiche vocali. In un contesto underground come la Metal Night, quanto è importante per voi dimostrare che “classico” non significa affatto statico o nostalgico?
M:”La tradizione heavy metal è una base, non una gabbia: si può rimanere classici inserendo sempre qualcosa di innovativo. La produzione moderna e il lavoro sulle dinamiche vocali servono proprio a questo, a far emergere le sfumature emotive e la passione con cui sono stati scritti e registrati i brani. In un contesto underground come la Metal Night, dimostrare che il classic heavy metal può essere ancora attuale e persino scomodo è quasi una dichiarazione d’intenti. Vuol dire affermare che il fuoco arde, ma il modo di alimentarlo cambia. Sul palco cerchiamo di far percepire questa continuità: radici ben piantate nella storia del genere, ma lo sguardo rivolto in avanti, perché l’heavy metal, se è davvero tale, non può permettersi di diventare un museo.

Nel 2025 siete tornati con nuovi singoli e videoclip in cui vi mettete in gioco anche come attori. Quanto conta oggi, secondo voi, l’aspetto visivo e narrativo per coinvolgere il pubblico, soprattutto in una scena che vive di concerti e contatto diretto?
M:”Oggi l’aspetto visivo e narrativo conta moltissimo, ma non come semplice contorno. Per noi è un’estensione naturale della musica che scriviamo, un altro modo per raccontare le stesse emozioni che vivono nei brani. Metterci in gioco anche come attori nei videoclip è stato un passo quasi obbligato e molto divertente. In una scena che vive di concerti e di contatto fisico col pubblico, il visual non sostituisce l’esperienza dal vivo, ma la prepara e la amplifica. Aiuta a creare un immaginario condiviso, a dare un volto e una storia alle canzoni prima ancora che vengano suonate sotto il palco. Quando poi ci si incontra davvero, quello scambio è più intenso, perché non parte da zero. Speriamo di farvi divertire anche questa volta!”

Condividerete il palco con Eregion, Fontenera e Betryed, band con approcci e linguaggi molto diversi. Che tipo di dialogo pensate possa nascere sul palco della Sala Nera: una celebrazione delle radici metal o una prova di forza collettiva dell’underground italiano?
M:”Bella domanda, sul palco della Sala Nera può nascere una sintesi tra celebrazione delle radici metal e forza dell’underground italiano: band con stili e generi differenti, ma unite dalla stessa attitudine e voglia di suonare. Non una competizione, bensì un’energia condivisa che dimostra come la scena metal underground sia viva, capace di parlare con una voce sola attraverso molte identità diverse.”

Se hai un gruppo, un progetto o ti “occupi” di musica scrivi al nostro numero whatsapp 3920577392 per richiedere un’intervista con Graziella Ventrone!

Graziella Ventrone Caporedattore e Project Manager di “Rock My Life”, social media manager, scrittrice e fotografa, Graziella è un vero e proprio *bulldozer* della scena musicale. La sua vita e la sua carriera incarnano l’energia vibrante di una blogger *on the road*, con il cuore sempre acceso di creatività.

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