Su Antenna Radio Esse la rubrica che parla di musica, “Music My Life” a cura di Graziella Ventrone.
Lo spazio dedicato alle band, ai cantautori e ai progetti che gravitano nel nostro territorio e non. Attraverso le sue interviste i musicisti potranno raccontarsi!
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C’è un’energia nuova che arriva dalla Toscana e sta facendo parlare tutta la scena emergente europea.
Sono i Will On Earth, quattro musicisti professionisti e amici di lunga data, che nel giro di un anno hanno acceso i palchi più importanti del Centro Italia e conquistato la giuria del Tour Music Fest – The European Music Contest.

Dopo aver superato brillantemente le Live Audition, la band vola ora nella Repubblica di San Marino per la finale della categoria Original Band, in programma il 22 novembre all’Auditorium Little Tony.
Un traguardo tutt’altro che scontato: i Will On Earth sono stati scelti tra oltre 28.000 artisti provenienti da 13 Paesi europei, distinguendosi per “sound energico, forte identità musicale e notevole presenza scenica”, come dichiarato dalla commissione artistica del festival.
E ora il grande passo: tentare di conquistare un posto nella finalissima europea del 30 novembre davanti a una giuria d’eccezione che comprende personalità come Francesco Rapaccioli, Paola Folli e soprattutto Kara DioGuardi, autrice di hit mondiali per Pink, Demi Lovato e Anastacia.
Avete superato 28.000 artisti europei per arrivare a San Marino: qual è stato il momento in cui avete sentito che il progetto Will On Earth stava davvero decollando?
“Esattamente nel momento in cui abbiamo finito la nostra esibizione: eravamo belli e carichi, determinati e consapevoli di aver fatto un bel lavoro, confermato poi dall’annunciazione del nostro nome al passaggio del turno.”

Il vostro sound fonde rock angloamericano, ballad e sonorità più dure: quali influenze musicali plasmano questa identità e come bilanciate i gusti dei quattro membri?
“Come in tutte le cose ci vuole un solido punto di partenza, nel nostro caso sono stati 5 brani inediti che hanno poi ispirato la composizione dei successivi. Nel sound, per citarne alcuni troviamo Oasis, The Verve, The Smiths, White Stripes, Duran Duran, Billy Idol, Black Rebel Motorcycle Club, come in una ricetta di cucina questi sono alcuni degli ingredienti, il resto è bello scoprirli da soli.”
William, la tua scrittura nasce da un percorso iniziato nel 2000: com’è stato trasformare anni di musica personale in un progetto collettivo? E cosa hanno aggiunto Massimo, Davide e Filippo alla tua visione iniziale?
“Alcuni dei brani hanno subito una trasformazione totale, l’influenza dei ragazzi ha fortemente determinato gli arrangiamenti, sia per tocco personale che per esigenza collettiva nello “svecchiamento” delle canzoni. Oltre a conoscerci bene personalmente ero convinto che i ragazzi avrebbero avuto facilmente i brani “nelle mani”, difatti i primi passi per rendere il progetto possibile sono stati comodi e celeri. Ognuno ha una propria crescita artistica in cui alcuni generi musicali creano il proprio stile e chi ci conosce questa cosa la sente bene.
Dal Santomato Live al Pistoia Blues: qual è stato finora il live che meglio rappresenta l’anima dei Will On Earth e cosa ricordate di quel momento?
“Santomato per noi è come casa ormai, tornare su quel palco è come mettersi a tavola e trovare il proprio piatto preferito potendo fare quanti bis vuoi. Ogni volta è una festa con gli amici.
Ho avuto la fortuna di calcare il palco del Pistoia Blues due volte, a distanza di 17 anni l’un dall’altra; è “Il palco” anche solo per la lunghissima lista di artisti che vi sono esibiti sopra. La portata di un impianto che può darti decibel a iosa può far paura e galvanizzarti nello stesso momento, è solo grazie alla lunga lista di concerti fatti che riesci a gestire al meglio la cosa.Ritengo che laddove ci sia un super-impianto per una band come noi ci sarà sempre un super-concerto.
Vi esibirete davanti a una giuria internazionale con Kara DioGuardi e i coach di Berklee: cosa sperate arrivi della vostra musica a professionisti di questo calibro?
“Fa sempre un certo effetto sapere che i propri lavori verranno ascoltati da grandi professionisti, persone che hanno avuto il piacere di lavorare con star internazionali. Siamo sicuri che professionisti del loro calibro sapranno riconoscere il valore del nostro progetto.”

Avete pubblicato i primi due singoli e lavorate all’EP d’esordio: che viaggio emotivo e sonoro volete regalare agli ascoltatori con questo primo capitolo ufficiale?
“Personalmente ho sempre valutato la musica per quello che riesce a fare: può far piangere,ridere, abbattere barriere e smuovere intere masse. Ritengo che nel rapporto canzone- ascoltatore non ci sia una formula precisa, ognuno ci sente quel che vuole, un messaggio che si può interpretare in vari modi. Per quanto mi riguarda non è una mossa troppo impegnativa, direi semplicemente “staccati un attimo dai pensieri e ascoltati ascoltandoci”

Se hai un gruppo, un progetto o ti “occupi” di musica scrivi al nostro numero whatsapp 3920577392 per richiedere un’intervista con Graziella Ventrone!
Graziella Ventrone Caporedattore e Project Manager di “Rock My Life”, social media manager, scrittrice e fotografa, Graziella è un vero e proprio *bulldozer* della scena musicale. La sua vita e la sua carriera incarnano l’energia vibrante di una blogger *on the road*, con il cuore sempre acceso di creatività.











