Multe stradali: Siena è il quinto comune in Italia per gli incassi. E partono le polemiche
9 Apr, 2018
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La Toscana conquista un primato che certo non fa piacere ai suoi abitanti, perchè è quello per gli incassi dei comuni derivanti dalle multe. Con nove capoluoghi su 10 nei primi 40 posti, la nostra regione primeggia nella classifica del “Sole 24 Ore”, che ha condotto l’indagine. Firenze stacca tutti, ma nella “top ten” ci sono anche Siena e Pisa. E proprio Siena, che è quinta nella classifica nazionale, è la città che ha compiuto il balzo in avanti percentualmente più consistente, con un +145% rispetto al 2016 e 5 milioni di euro in totale, grazie anche ai nuovi autovelox installati sulla Cassia, sulla Siena-Grosseto e sulla Siena-Bettolle.

Sull’argomento si è aperta la polemica politica. Pubblichiamo di seguito alcune posizioni.

“Paga, taci, guarda i lavori pubblici della campagna elettorale del Valentini e continua a votare per il PD”: così possiamo riassumere l’ennesimo atteggiamento di un’Amministrazione comunale che preferisce, piuttosto ce percorrere altre strade, mettere le mani nel portafoglio dei senesi per ripianare il bilancio, massacrando tantissimi lavoratori ogni giorno solo per fare cassa.

E’ ovvio che, al di là delle belle parole di circostanza, chi si candida alla guida della Città dovrà annunciare una moratoria delle multe già realizzate ed una maggiore razionalizzazione degli autovelox, perché ci sono punti veramente assurdi nei quali sono stati messi e che servono solo ed esclusivamente per colpire chi viene ogni giorno a Siena per lavorare.

Chiediamo, altresì, che alla Polizia Municipale siano dati maggiori compiti operativi e di prevenzione, nell’interesse vero della Città e dei suoi abitanti o frequentatori.

Uniti per Siena
Più prevenzione e meno repressione. E’ la riflessione che viene spontanea dopo i dati riportati dal Sole 24 Ore nell’ambito di una particolare classifica che prende in considerazione i capoluoghi di provincia. Siamo quinti in Italia per esborso in contravvenzioni comminate nel 2017 dai vigili urbani di Siena, con un onere pro capite di 98,8 euro. Ma quello che salta agli occhi è l’incremento record del 145,6 per cento rispetto al 2016. Viene spontaneo chiedersi che cosa sia successo: senesi improvvisamente più indisciplinati, vigili più severi, riscossioni delle somme più efficaci? Certo un bell’introito per le casse comunali, ben 5,33 milioni di euro . Fatto sta che siamo tra i più sanzionati d’Italia, malgrado che la nostra realtà di strade, traffico e parcheggi non sia certo paragonabile al caos delle grandi città metropolitane che guidano la graduatoria.
Una classifica dunque di cui non si può certo essere orgogliosi e che genera qualche perplessità. Nella convinzione che è meglio la sorveglianza e la prevenzione che non la strada senza dubbio più semplice della repressione sanzionatoria. Crediamo infatti che compito dei vigili sia prima di tutto quello di educare alla legalità, con la sanzione come estrema ratio. Prima andrebbero poste in essere forme di agevolazione al rispetto delle regole, in primo luogo attraverso una migliore gestione della viabilità e della sosta (il nuovo piano del traffico latita da anni).
Certo per fare prevenzione e attuare un efficace controllo sul territorio serve un organico adeguato e meglio utilizzato. Da qui la nostra proposta per un uso più razionale della polizia municipale, magari iniziando col liberare i vigili dall’incombenza della sorveglianza all’ingresso e all’uscita delle scuole, un compito che impegna una ventina di vigili per diverse ore della giornata. Compito che può essere affidato invece ai volontari del traffico, che in tante città d’Italia curano servizi di questo tipo. Ciò consentirebbe di utilizzare un maggior numero di uomini per un controllo più capillare non solo nel centro storico, ma anche nella periferia. Aumentando così il senso di sicurezza dei cittadini e creando le condizioni per la figura di un vigile urbano meno repressivo e più vicino alla cittadinanza.
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