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Mps, Viola assicura: “Nessuna ricaduta sui dipendenti”

L'ad di Banca Mps Fabrizio Viola

Le misure previste nel Capital Plan della Banca Monte dei Paschi, approvate ieri dal Consiglio di amminitrazione per ripianare il deficit emerso dagli stress test, non avranno ricadute sui dipendenti. E’ la rassicurazione fatta dall’Ad di Rocca Salimbeni Fabrizio Viola che stamani, insieme alla responsabile delle Risorse Umane Ilaria Riva, ha incontrato le rappresentanze sindacali. Si legge in un comunicato diffuso dai sindacati che pubblichiamo: “”L’AD ha riepilogato le misure attraverso le quali si giungerà al rafforzamento patrimoniale:  aumento di capitale in opzione fino ad un massimo di 2,5 mld di euro, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti, già assistito da un accordo di pre-garanzia; mps
cessione di partecipazioni no core e attivi del portafoglio proprietario ad alto assorbimento patrimoniale, senza effetti sui Dipendenti;
richiesta di riduzione (390 mln di euro) del deficit per un ammontare pari alla differenza positiva fra gli utili operativi 2014 e i medesimi valori stimati nello scenario avverso (stress test).
Abbiamo espresso all’AD la necessità di adeguare il patrimonio della Banca senza ricorrere a misure che penalizzino ulteriormente i Lavoratori, i quali negli anni, ricordiamo, hanno contribuito al risanamento ed al rilancio della Banca e del Gruppo in maniera assolutamente significativa. A questo proposito l’AD ha dichiarato che le misure sopra indicate non comportano ricadute sui Lavoratori.
Abbiamo altresì ribadito all’AD che il metodo del confronto continuo fra le Parti è l’unico strumento che può consentire di gestire l’attuale fase di difficoltà aziendale individuando allo scopo soluzioni condivise tra le Parti e non penalizzanti per i Lavoratori.
Per quanto riguarda un argomento riportato negli ultimi giorni dagli Organi di Informazione, quello cioè relativo ad eventuali operazioni di aggregazione, intendiamo chiarire che tali misure non sono in alcuna maniera collegabili con le esigenze di ripatrimonializzazione e con l’aumento di capitale, ma costituiscono una sorta di “moral suasion” da parte delle Autorità Europee. Tale ipotetico scenario non è quindi giustificato dalla situazione attuale della Banca, la quale è in condizione di giocare un ruolo da protagonista nello scenario creditizio continentale confermando la sua dimensione nazionale.
La vicenda del terzo Gruppo bancario nazionale, proprio in virtù delle considerazioni sopra esposte, soprattutto con riferimento alle eventuali operazioni di aggregazione che comporterebbero ripercussioni sociali pesanti anche a livello di tenuta occupazionale, merita pertanto un’attenzione più elevata da parte delle Autorità Governative Italiane”.

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