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Morte di David Rossi: tre nuove perizie per riaprire il caso

Si riapriranno a settembre le indagini sulla morte di David Rossi? E’ quanto sperano i familiari dell’ex responsabile dell’area comunicazione Mps morto il 6 marzo di due anni fa precipitando dalla finestra del suo ufficio. Ci sono 3 nuove perizie che l’avvocato Luca Goracci, legale della famiglia, depositerà in tribunale appena riaprirà dopo la chiusura estiva, che dimostrano un’altra verità rispetto a quella stabilita dai pm che archiviarono il caso come suicidio. Lo ha anticipato il giornale on line Lettera 43 in un articolo pubblicato ieri. “Sono delle anticipazioni che ho raccolto e che ridanno speranza ai familiari ed agli amici di David che non si sono arresi all’evidenza giudiziaria – ha detto il giornalista Sandro Rossi nell’intervista con Cristiana Mastacchi -. Ci sono elementi nuovi che potrebbero portare alla riapertura del caso: una perizia medico legale, una calligrafica e una sul filmato girato dalle telecamere di sorveglianza della banca. Emergono particolari inquietanti che meritano di essere spiegati come la tesi del noto grafologo Giuseppe Sofia, che sostiene Rossi sia stato obbligato a scrivere i biglietti alla moglie poi ritrovati nel cestino dell’ufficio. Dalle immagini del cadavere sul tavolo dell’autopsia si vede che ci sono segni di pressioni di 4 dita sotto le ascelle che possano far pensare ad una collutazione. Infine nel filmato pare manchino alcuni minuti, che insomma le immagini siano state rimontate. Insomma l’ipotesi del suicidio viene messa in discussione, la magistratura ha fatto il suo lavoro ma ora è chiamata a dare nuove spiegazioni”.

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