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Montisi: la Torre vince la Giostra di Simone

In barba ai brutti presagi della prima carriera la coppia Davide Monaci-Luca Veneri sbanca in una Giostra di Simone combattuta da quattro grandi professionisti delle giostre. I fantini hanno quasi sempre tirato alla campanella e impressionante è il numero di anelli centrati. Dopo le prime 4 carriere solo la Piazza è fuori. Al Castello basterebbe centrare il bersaglio per portare il Panno del maestro Savarè a casa. Infatti Andrea Vernaccini su Snappy lo centra ma apparentemente senza fare punti. La Giostra si fa convulsa. Il palco è centro di una concitata discussione ma alla fine il verdetto (non unanime) è zero punti. Un episodio che non mancherà di suscitare polemiche. Dopo la prima carriera di spareggio ancora pari Castello, Torre e San Martino. Mentre il tramonto si avvicina sempre più, nella seconda carriera di spareggio Enrico Vedovini di San Martino punta sul cerchio ma lo manca. Quindi è fuori mentre le altre due rivali continuano imperterrite a infilare campanelle. Vedovini è fuori ma i suoi lo applaudono per la grande giostra disputata. Nella terza carriera di spareggio Vernaccini forse comincia a risentire di stanchezza e tensione e manca l’anello. Luca Veneri a quel punto mira per la prima volta al bersaglio. Cinque punti e Panno a casa dopo 13 anni di digiuno.

“Il capitano della contrada della Torre, Davide Monaci è venuto ad Arezzo a casa mia. Mi ha offerto un toscanello e dopo una lunga discussione mi ha convinto”. Anche un professionista come Luca Veneri può emozionarsi a raccontare un piccolo grande trionfo come quello del 2 agosto a Montisi. Con la sinergia vincente capitano-fantino si spiega infatti una vittoria davvero difficile da pronosticare alla vigilia.

Il capitano della Torre Davide Monaci e il fantino Luca Veneri festeggiano
Il capitano della Torre Davide Monaci e il fantino Luca Veneri festeggiano

“Da bambino venivo spesso qui al seguito di mio padre, anche lui fantino. Ho sempre avuto un bellissimo ricordo di questo borgo e di questa atmosfera ma, dopo una esperienza non positiva, avevo deciso di non tornare più, anche perché la Giostra di Simone è spesso concomitante con quella di Ascoli Piceno alla quale partecipo spesso”. Luca Veneri, aretino, classe 1974, tre cavalli e due puledri che sta allevando esplicitamente per il Palio di Siena, aveva messo una pietra sopra alla giostra montisana fino a quando Davide Monaci non gli ha bussato alla porta di casa. “La prima carriera è andata male. Ho mancato la campanella, ma ho pensato che la Giostra è lunga anche per gli altri e che sarebbe stato un errore scoraggiarsi per così poco”. Mentre Luca racconta, la sua splendida cavalla uruguaiana Guglielmina si gode il meritato riposo. “Ero indeciso fino all’ultimo se utilizzare Guglielmina o Attilio Cubeddu che pure aveva vinto la Giostraccia una settimana prima montato da Roberto Gabelli, ma alla fine ho preferito per questo terreno il galoppo di Guglielmina che ha già corso ad Arezzo e a diversi tornei di polo. E poi ci eravamo preparati per sei lunghi mesi, gli ultimi tre dei quali specificatamente sulla tipologia di traiettoria e il tipo di galoppo più adatto per il campo della Madonna delle Nevi di Montisi”.

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