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Monteroni d’Arbia, nasce “La Fenice di Miriam”, il progetti di comunità dedicato a Miriam Oliviero

Domenica 29 marzo alle ore 15.30 alla Piazzetta del Mulino di Monteroni d’Arbia si terrà la presentazione ufficiale de “La Fenice di Miriam”, con l’Amministrazione Comunale che annuncia la nascita di un progetto straordinario che intreccia memoria, solidarietà e futuro. Un’iniziativa nata dall’istante stesso dell’emergenza e cresciuta grazie alla forza di una comunità che ha saputo unirsi attorno a una famiglia nel momento più difficile. Il progetto, promosso in collaborazione con la Cooperativa Solidarietà Quadrifoglio, gestore della Biblioteca Margherita Moriondo prevede laboratori pensati come semi di nuova vita per i giovani del territorio, con la biblioteca che diventa spazio di incontro, formazione e condivisione: un luogo vivo dove il ricordo si trasforma in energia e possibilità.

“Questo progetto rappresenta il meglio di quello che una comunità sa fare: trasformare il dolore in speranza, e la speranza in azione concreta –commenta il sindaco di Monteroni d’Arbia – ‘La Fenice di Miriam’ non è solo un omaggio a una giovane vita, è un impegno che il Comune prende verso tutti i nostri ragazzi. Siamo grati a chi, sin dalle prime ore, ha tessuto una rete di umanità e solidarietà che oggi diventa un progetto per il futuro di tutti.”

“A nome di tutto il gruppo di lavoro, desideriamo ringraziare chi ha costituito quel primo, fondamentale nucleo di supporto operativo e umano – aggiunge , mamma di Miriam –  Un pensiero speciale va a Padre Silvano, a Guia Caterina Tramacere, a Lucia Rinaldi e a Cristiana e Antonio Barretta, che attraverso un coordinamento diretto e costante — nato spontaneamente in un gruppo di contatto immediato — hanno steso una rete di protezione attorno alla famiglia e a tutti noi sin dalle prime ore. La loro disponibilità iniziale è stata la scintilla che ci ha permesso di non perderci e di iniziare a costruire.”

“Questo progetto nasce da un sentimento intimo e profondo. Non segue logiche di lavoro, ma prende vita da un legame che resta e dal desiderio di trasformare il dolore in qualcosa di significativo per gli altri. – conclude , Coordinatrice Operativa di Solidarietà Quadrifoglio – Ogni laboratorio è pensato come un piccolo seme, capace di dare vita a nuove idee e opportunità per i giovani. Così la biblioteca diventa casa e orizzonte, un luogo vivo, dove il ricordo non si spegne, ma si fa energia, esperienze condivise, possibilità per tutti.”

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