Montepulciano: “Mistero Buffo” al Poliziano con Ugo Dighero
26 Gen, 2016
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Con la gagliarda interpretazione di Ugo Dighero arriva a Montepulciano “Mistero buffo”, il capolavoro del premio Nobel Dario Fo. Venerdì 29 gennaio 2016 alle 21.15, Dighero sceglie due grandi monologhi rivisti nella sua chiave personale: Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola. Si tratta di due tra i brani più famosi del repertorio di Fo che uniscono una comicità irrefrenabile con un solido contenuto, grazie alla leggerezza e alla poesia dell’autore italiano più rappresentato nel mondo. Il ritmo incalzante e l’interpretazione simultanea di tutti i personaggi delle due storie, consentono a Dighero di mettere in campo tutte le sue capacità attoriali dando vita ad una galoppata teatrale che lascia senza fiato.

Il primo miracolo di Gesù Bambino

Dario Fo costruisce questa storia prendendo spunto dai Vangeli apocrifi. Gesù rimane da solo in mezzo alla strada e tenta di fare amicizia con i ragazzini del posto per giocare con loro, ma viene deriso in quanto “foresto”, un povero migrante figlio di migranti che parla un dialetto incomprensibile. Gesù si trova nella condizione del diverso, cerca di vincere il rifiuto che gli altri ragazzini gli oppongono e, pur di farseli amici, di riuscire a giocare e ridere con loro, decide di compiere un piccolo, grazioso miracolo. Un tema questo che si rivela particolarmente attuale, presentando il Figlio di Dio in una forma tenera e inconsueta.

La parpàja topola

In questo brano invece il tema diventa l’osceno, tutto ciò che viene censurato dal potere: il sesso e le parti del corpo che la repressa inventiva popolare ha sempre raccontato con fantasia e libertà creativa. L’osceno proposto da Dario Fo è sì grottesco ma, allo stesso tempo, lirico, lunare, sublimato nel linguaggio e nel gesto. Un giovane pastore che temeva le donne diviene improvvisamente ricco e quindi ambìto: tra le tante pretendenti, la prescelta è Alessia che però non disdegna i favori del prelato Don Faina. Ma l’ingenuità del pastore tocca a tal punto il cuore della ragazza che tutto si conclude in suo favore trasformando il tema osceno della storia in una favola di estrema purezza ed altissima poesia.

Il linguaggio

Il linguaggio utilizzato da Dario Fo si forma in una combinazione tra i diversi dialetti della zona padana, arricchiti di termini arcaici e sconfinamenti nel grammelot, ovvero un assemblaggio di suoni che allude ad un finto francese, uno spagnolo fasullo, un inglese inesistente. Tale lingua è quindi un’autentica creazione originale dell’autore che si basa sulla tradizione degli antichi giullari.

INFO Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte: tel. 0578 757007 / 757089 info@fondazionecantiere.it

BOTTEGHINO: biglietti da 14 a 18 euro (studenti 10 euro – under 16 gratis): www.vivaticket.it