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Marroni: “Per Le Scotte ristrutturazione in 6 anni con finanziamento di 110 milioni”

Dopo la notizia dell’arrivo di 100 milioni di euro a favore del Policlinico de Le Scotte di Siena, annunciata nei giorni scorsi da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, la sanità torna al centro della Festa dell’Unità di Siena. A confrontarsi sul tema delle politiche sanitarie sono intervenuti ieri, lunedì 8 settembre, l’assessore regionale Luigi Marroni, il deputato Pd Luigi Dallai e Anna Ferretti, assessore comunale senese alla sanità. Al dibattito, moderato dal giornalista Gennaro Groppa, hanno partecipato anche David Bussagli, sindaco di Poggibonsi e Fabrizio Tondi, sindaco di Abbadia San Salvatore.

Cento milioni di euro per ristrutturare Le Scotte di Siena in sei anni. “Dopo il periodo di salvataggio legato allea spendine review – ha esordito Luigi Marroni, assessore regionale alla sanità – ci siamo dati l’obiettivo strategico di mantenere indici di qualità, ma soprattutto, di fare passi avanti. Abbiamo scelto di pensare allo sviluppo, studiando un piano di rilancio che ha già avuto buoni indirizzi con i Piani territoriali e che ora, per Siena, è strettamente legato al piano strategico di rilancio de Le Scotte. Un piano che passa da una nuova riorganizzazione, ma anche dal potenziamento della ricerca. Per quanto riguarda gli investimenti – ha proseguito l’assessore – nell’ultima delibera di agosto abbiamo pianificato 24 milioni di euro; una quota di questi stanziamenti andrà a Le Scotte. Ci sarà una commissione tecnica che canalizzerà i vecchi e nuovi investimenti, fino ad arrivare ai 100 milioni di euro destinati alla ristrutturazione del Policlinico senese. Tra qualche mese daremo maggiori dettagli su come procederemo, coinvolgendo Università e Comune di Siena, i sindaci e la Regione che opereranno in una commissione chiamata a pianificare gli interventi. Per quanto riguarda i tempi, per opere di queste dimensioni servono almeno tre anni per la parte progettuale e altri tre per la costruzione fisica, per un totale di sei anni. Un tempo minimo, visto che se guardiamo a quanto scritto sul sito del Ministero delle infrastrutture, solitamente per opere superiori ai 100 milioni di investimento sono necessari dodici anni. Noi vogliamo realizzarla in sei anni, chiarendo entro l’anno la progettualità”.

Investire su formazione e ricerca per far crescere la qualità. Della necessità di investimenti sulle politiche sanitarie ha parlato l’onorevole Luigi Dallai. “La sanità toscana – ha ricordato il parlamentare del Pd alla Camera – è un modello di eccellenza riconosciuto a livello nazionale. Lo dimostra il fatto che c’è molta Toscana nel Piano nazionale. Il nostro compito, come rappresentanti del territorio senese a Roma, è quello di lavorare affinché il piano venga finanziato. In questo senso, abbiamo ottenuto di accrescere a 110 miliardi i finanziamenti per il 2014. Ma è nostro compito lavorare per aprire nuove prospettive di sviluppo, anche all’interno di un quadro che a livello nazionale sconta molte difformità”. “Oltre agli investimenti nelle strutture – ha continuato il parlamentare senese – molto importante è l’aspetto del reclutamento del personale medico tra i giovani. In questo senso, siamo riusciti ad accrescere il numero di borse di studio di specializzazione, che sono passate da 3600 a 5000. Per quanto riguarda il nostro territorio, sono convinto che la ristrutturazione dell’ospedale di Siena debba e possa convivere con l’impegno di tenere in equilibrio l’assistenza sanitaria anche a livello provinciale, per cui è importante ripartire da Le Scotte, ma anche spenderci sui territori”.

Sanità territoriale e investimenti su servizi di cura “diffusi”. Sul futuro dell’ospedale di Siena è intervenuta l’assessore comunale Anna Ferretti: ”Credo che la ristrutturazione sia un’ottima opportunità – ha detto – sia per chi lavora nella struttura, che per i pazienti. Nostro dovere è comunque non dimenticare la sanità territoriale, di cui abbiamo un forte bisogno. Penso a progetti come l’hospice, alle cure territoriali e ai servizi degli stati vegetativi. L’investimento su Le Scotte è un progetto che porterà benefici a tutta la provincia di Siena, rappresenta una risposta vera capace di mettere in rete e calibrare i servizi di cura, allo scopo di garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini”.

Sul tema degli ospedali del territorio si sono concentrati i sindaci di Poggibonsi e di Abbadia San Salvatore. “Il sistema sanitario – ha detto il primo cittadino di Poggibonsi, Davide Bussagli – si regge in piedi se ognuno assolve ai propri compiti. E per noi la ristrutturazione de Le Scotte è una fondamentale occasione per fare sistema e dare continuità agli impegni presi in questi anni. Per quanto riguarda Poggibonsi rimane in campo l’ impegno sul pronto soccorso e sul personale. La sanità, infatti, produce servizi, per cui la qualità delle professionalità impiegate è fondamentale. Come molto importante, per il futuro, è vincere la sfida del miglioramento qualitativo e quantitativo, creando una rete pubblica sostenuta dalla Regione”.

La sfida al miglioramento e la necessità di fare rete è stata sottolineata anche da Fabrizio Tondi. “Ho lavorato per trentasei anni da chirurgo ad Abbadia – ha ricordato il sindaco badengo – e conosco bene la realtà di quello che era un ospedale di frontiera. Nel frattempo molte cose sono cambiate e per il futuro sarà fondamentale metterci in rete con la Valdichiana e soprattutto con Siena. La scommessa della sanità toscana è quella di far sentire tutti partecipi del destino di sviluppo che ci vogliamo dare e l’augurio è di riuscire a vincere”.

Sulla rete degli ospedali senesi è tornato l’assessore Marroni, che ha concluso la serata ricordando i Patti territoriali nati per riorganizzare la rete di assistenza. “C’è un’attività diffusa che funziona; penso al lavoro di Abbadia sulla riqualificazione, all’ampliamento del pronto soccorso a Nottola e agli interventi di Campostaggia, a Poggibonsi. In Toscana abbiamo tanti piccoli ospedali che abbiamo scelto di salvare dando loro una prospettiva, ossia affidargli una missione, integrandoli in una rete ampia di interscambio delle professioni. Solo così si riesce a dire che sono pezzi di un ospedale più grande, eliminando il rischio di isolamento e le disuguaglianze. Lavorando per una riorganizzazione con professionalità condivise, abbiamo firmato Patti territoriali con i Comuni in cui ci siamo impegnati nella ristrutturazione, ma soprattutto mettendo nero su bianco gli interventi che vanno fatti”.

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