Luca Marcucci lascia la presidenza della Cia Siena. Il bilancio annuale e di fine mandato
28 Dic, 2017
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“Otto anni trascorsi velocemente; un’esperienza bellissima ma anche molto impegnativa, al servizio di un’organizzazione che si conferma la più grande numericamente in provincia di Siena». Così, dopo due mandati alla presidenza della Cia Siena (il 27 gennaio a Siena ci sarà l’assemblea per il rinnovo delle cariche), è tempo di bilanci per Luca Marcucci. Lui, agricoltore di Sinalunga, è stato il primo presidente della Confederazione senese dopo l’autoriforma della Cia, che ha messo proprio un agricoltore alla guida dell’organizzazione.

Intanto il punto sull’anno che si sta per concludere. «Il 2017 – sottolinea il presidente Cia Siena – è stata un’annata agricola particolarmente difficile, si è passati da una primavera con le gelate notturne ad un’estate che ha confermato una siccità duratura e temperature molto elevate. Così si sono avuti problemi per le principali colture. Nei cereali si è avuta una scarsa quantità e una qualità di medio livello; nella zootecnia difficoltà nel reperire i fieni e la paglia, per la grande siccità. Diminuita almeno del 50 per cento la produzione di olio in provincia di Siena; mentre nel vino si è avuta una qualità davvero eccellente ma con calo vertiginoso delle quantità (60-70%). Sul mercato i prezzi dei cereali si sono attestati al di sotto del costo di produzione; oggi gli agricoltori stanno seminando senza garanzie di prezzi e di mercato».

E poi un bilancio sulla presidenza al termine. «Ovviamente è stato un impegno che ha portato via molto tempo da dedicare alla mia azienda agricola – commenta Luca Marcucci –; ma l’esperienza della presidenza Cia mi ha dato grandi soddisfazioni. Un’associazione dove l’agricoltore ha portato le proprie istanze ed i propri interessi in prima persona. In questi abbiamo rafforzato la rappresentanza, siamo cresciuti in presenza nei luoghi decisionali. Sono stati anni duri, e nel prossimo futuro dovremo continuare le nostre lotte sindacali per dare più valore al lavoro quotidiano degli agricoltori. Fra le emergenze, in questi otto anni sono in aumento ungulati e predatori, abbiamo quindi bisogno di essere più partecipi per arrivare ad una soluzione del problema. Come Cia – conclude – continueremo a dare il nostro contributo fondamentale. Per quanto mi riguarda resterò a disposizione dell’associazione; doveroso infine un grande ringraziamento al direttore, ai dipendenti Cia, ai vari responsabili, a tutti quanti».