L’intervista a Gianluca Polvere – in arte Gian Dust – che venerdì 22 Agosto alle ore 21.30 alla Fabbrica Cultura Festival in Piazza Unità dei Popoli a Colle di Val d’Elsa (SI) si esibirà aprendo alla neo promessa toscana Emma Nolde.

Ph Senio Firmati
Gian Dust è nato come un’alternativa e al tempo stesso un completamento al lavoro con il suo gruppo storico Deschema. Un progetto che vuole mostrare un lato più riflessivo e più diretto della sua musica.
Questo progetto, spiega Gian Dust, nasce senza aspettative, ma con un solo obiettivo: “portare me stesso e le mie emozioni sul palco, in modo sincero, attraverso la musica.”
Come nasce il progetto Gian Dust?
G.”Gian Dust è il mio progetto solista, nato dal desiderio di esplorare un linguaggio musicale più intimo e personale. Dopo anni di esperienza live con i Deschema e altre collaborazioni, ho sentito l’esigenza di affiancare al lavoro di band un percorso parallelo, basato su pianoforte, synth e beat elettronici…un luogo sonoro in cui far emergere il mio “chiaroscuro” emotivo.”
E’ la tua prima esperienza live come solista? Come sei arrivato all’apertura di Nolde?
G.”L’idea ha iniziato a prendere forma dopo un opening per Serena Brancale, condiviso con Giorgia Ari, cantante napoletana con cui collaboro. In quell’occasione, la risposta del pubblico a un’esibizione così essenziale, solo voce e piano, è stata sorprendentemente positiva. Non me lo aspettavo, perché ho sempre concepito il live come un’esperienza ad alta energia, “sudore e salti” come la definisco io. Quella serata, però, mi ha fatto capire che anche la vulnerabilità ha una forza speciale.”
In cosa consisterà lo spettacolo?
G.”Il repertorio include brani inediti piano e voce, ma anche pezzi già scritti per i Deschema riarrangiati in chiave più minimale ed elettronica. Ho scelto di affiancare al pianoforte anche sonorità elettroniche e beat, perché il mondo dei sintetizzatori mi ha sempre affascinato, complice anche l’influenza del mio mentore *Gianni “Gattobus” Proietti*.”











