L’internazionalizzazione per lo sviluppo dell’Università di Siena. Triplicati gli studenti stranieri nei corsi in inglese
5 Apr, 2016
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Esperienze a confronto nell’iniziativa che si è tenuta in Ateneo nell’ambito della “Primavera dell’Università”

Un confronto a tutto tondo su tutti gli aspetti dell’internazionalizzazione, che l’Università di Siena ha adottato come leva per il suo sviluppo: sono stati numerosi gli spunti di riflessione e i dati che sono stati offerti questa mattina, nel corso dell’iniziativa “Primavera dell’Università”, promossa nell’ambito dell’evento nazionale organizzato dalla Crui.
“Siamo di fronte a una sfida davvero globale per le Università italiane – ha detto il rettore Angelo Riccaboni in apertura – che nel loro agire devono potersi porre in un’ottica mondiale, e per questo hanno necessità di essere sostenute dal sistema Paese. Porre al centro delle politiche nazionali l’educazione superiore e la ricerca significa investire davvero nel futuro, nell’innovazione e nella capacità di competere culturalmente ed economicamente. Con questa convinzione, l’Università di Siena, che dalla sua fondazione gode di una reputazione di elevato livello nel mondo grazie all’attività scientifica della propria comunità, avvalorata da tutte le classifiche, si unisce a coloro che chiedono alle politiche nazionali più sostegno alla ricerca e anche all’educazione dei giovani. E lo fa in una prospettiva internazionale di relazioni, di scambio culturale, di partecipazioni ai progetti e di apertura delle proprie strutture agli studenti di ogni Paese, perché l’Università, come dice la parola stessa, agisce in una dimensione universale, che ai giorni nostri non può più essere contenuta entro confini geografici”.
Tredici corsi di laurea magistrale insegnati in inglese, mobilità dei docenti e degli studenti verso l’estero, ogni anno oltre 400 Erasmus in uscita (di cui 90 per tirocinio), 500 studenti Erasmus in entrata (il più altro numero tra le università italiane in rapporto agli iscritti), 350 studenti in arrivo su programmi specifici (da Stati Uniti e Canada soprattutto), sono i numeri che rappresentano una strategia di internazionalizzazione che sta producendo risultati interessanti.
“Per questa giornata dedicata al dibattito sull’Università – ha spiegato il rettore – a Siena abbiamo scelto il tema dell’internazionalizzazione sia perché è la chiave di sviluppo più importante per il nostro Ateneo sia perché è il termine di confronto dal quale possono derivare nuove idee e modelli positivi da applicare. Ci tengo in particolare a sottolineare che con il potenziamento delle lauree magistrali in inglese l’Università di Siena nel triennio dal 2012/2013 al 2014/2015 ha triplicato gli iscritti stranieri, passati dal 4,8% al 15,9%, collocandosi al primo posto tra le università generaliste per il numero di studenti stranieri”.
Ha proseguito Riccaboni, “l’Università di Siena come le università italiane in generale danno in ogni momento prova di qualità e capacità, anche formando studiosi e specialisti il cui valore viene spesso riconosciuto all’estero. Il nostro auspicio è che questo investimento in formazione possa sviluppare le proprie potenzialità al massimo anche nel nostro Paese. Non dobbiamo dimenticare mai che il nostro sistema universitario pubblico è tra i migliori al mondo ed è meta ormai di molti studenti di ogni provenienza”.
All’iniziativa sono intervenuti i professori Claudio Rossi, Ranuccio Nuti, Roberto Di Pietra, introducendo testimonianze su esperienze di Università europee. Presenti anche Susanna Cenni, Luigi Dallai, Massimo Guasconi, Paolo Noccioni, Andrea Paolini, Bruno Valentini, Davide Usai, che hanno portato il punto di vista della politica, delle imprese, della istituzioni che promuovono e sostengono la ricerca.
La Primavera dell’Università è stata celebrata in contemporanea negli atenei italiani lo scorso 21 marzo; l’università di Siena ha sospeso in quella data la manifestazione, rinviandola al 5 aprile, in segno di lutto per le studentesse Erasmus vittime in Spagna del tragico incidente stradale nel quale hanno perso la vita anche giovani dalla Toscana.