Le contrade e il compleanno della Regina, Barzanti: “Senza le condizioni oggettive giusto non partecipare”
21 Gen, 2016
roberto barzanti

Le contrade non sfileranno davanti alla Regina Elisabetta per la festa di compleanno. Non è il contesto adatto per rappresentare il Palio, è stata la considerazione degli organizzatori dell’evento reale che, se in un primo tempo avevano ipotizzato di inserire tra le esibizioni anche alfieri e tamburini senesi, una volta capito l’essenza del Palio hanno cambiato idea. Massimo rispetto per la festa, hanno detto nella lettera inviata al magistrato, ma non ci sono le condizioni per inserire le contrade nella parata. Il magistrato delle contrade ha chiuso la vicenda con il comunicato stampa diramato ieri “Si chiude così un argomento che ha tenuto alta l’attenzione del mondo contradaioli”. Un dibattito che ha avuto poco senso, ha detto Roberto Barzanti ai microfoni di Antenna Radio Esse, perchè nato da una mancata conoscenza della festa senese.Il discorso è partito malissimo, perchè già parlare di palio era errato. Evidentemente l’unica ipotesi possibile era avere una rappresentanza di comparse delle contrade del Palio di Siena. Giustamente sono state poste delle condizioni serie: primo, la partecipazione doveva comprendere tutte e 17 le contrade; secondo, ognuna doveva avere una rappresentanza identica, quindi minimo tre elementi due alfieri e un tamburino; tre, ogni contrada ha un’autonomia decisionale, ma se la cosa doveva essere fatta non poteva non essere fatta con la presenza di tutte le contrade, cosa che avrebbe creato problemi logistici facilmente immaginabili; quattro le contrade che eventualmente avessero partecipato a questo evento, non potevano ubbidire come marionette ad una sceneggiatura fatta da altri, ma avrebbero dovuto fare la loro sbandierata, nei tempi e nei modi tradizionali. Se sommate tutte queste variabili doveva essere chiaro fin dall’inizio agli organizzatori che la cosa era estremamente macchinosa e praticamente di difficile realizzazione. Verificato che le condizioni richieste non ci potevano essere, secondo il mio giudizio, si è presa la strada giusta”.