“Lampedusa, Berlino. Diario di Viaggio”, a Siena di parla di accoglienza migranti
6 Set, 2017
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Si è tenuto questo pomeriggio presso la Sala delle Lupe l’incontro pubblico “La crisi migranti e le Politiche italiane e europee”, facente parte del ciclo di eventi previsti dal quarto meeting europeo di “Lampedusa, Berlino. Diario di Viaggio”, che quest’anno fa tappa nella nostra città. All’evento hanno preso parte l’Assessore Anna Ferretti, il Sindaco Bruno Valentini, il Prefetto Armando Gradoni, il Sottosegretario del Ministero dell’Interno Domenico Manzione e rappresentanti della Commissione Europea in Italia e delle organizzazioni nazionali specializzate nel settore.

Sebbene l’incontro avesse una portata nazionale,  l’Assessore Ferretti ha portato all’attenzione dei presenti il tema in chiave territoriale, trattando di ciò che il Comune ha fatto in proposito e ponendo i problemi che si è trovato ad affrontare:”Siena è circondata da mura, ma alla Porta di Camollia  c’è scritto Cor Magis Tibi Sena Pandit, quindi lo spirito di accoglienza è lo spirito della città. Abbiamo seguito le linee guida della regione Toscana, accoglienza diffusa senza raggiungere grandi numeri. Abbiamo dato accoglienza inizialmente in un unico ambiente, in cui abbiamo raggiunto i 60 ospitati. Poi abbiamo iniziato a mettere a disposizione piccoli appartamenti sparsi nella città, in numeri comunque più che gestibili. Abbiamo cercato e abbiamo chiesto alle associazioni di volontariato di inserire i nostri ospiti all’interno del tessuto cittadino e abbiamo avuto la fortuna di avere degli enti gestori disponibili a spendere tutti i fondi che arrivavano dal ministero e così i migranti sono stati coinvolti in corsi di formazione dell’italiano e di formazione professionale e molta disponibilità è stata registrata anche dalle scuole. Dove non siamo riusciti invece è stato il sensibilizzare le famiglie ad accogliere ragazzi minorenni, poihè sono solo 2 o 3 le famiglie disponibili. Il tema dei minori non accompagnati si è rivelato molto difficile per la nostra città, perchè essendo questo il capoluogo di provincia è qui che il numero è più alto. Non essendoci sul nostro territorio nessuna struttura SPRAR per minori nella nostra zona, abbiamo ritenuto necessario per la fascia di ragazzi tra i 16-18 anni mettere a disposizione un appartamento e mettere atto un esperimento. Però come in tutta Italia, anche a Siena si sono registrati dei problemi e quindi situazioni delicate. Ci sono persone che non sanno stare all’interno dei CAS ( Centri di accoglienza Straordinaria, ndr) e allora qual’è la scelta opportuna? Mandarli via implica lasciarli per strada e forse questo è più pericoloso. Altra grossa difficoltà si ha quando i minori richiedenti asilo ottengono il permesso umanitario, ma con il  compimento della maggiore età, non sappiamo dove sistemarli perché il permesso è scaduto e loro non hanno ancora sviluppato competenze professionali e non hanno molta padronanza della lingua.”