La Selva scossa vince il palio dell’Assunta
17 Ago, 2019
Selva Remorex vittoria ago 2019

Il tufo arso dal sole di mezz’agosto si è bagnato delle lacrime di gioia dei contradaioli della Selva che, dopo un tempo sospeso, sono andati a stringere tra le mani il Drappellone dedicato alla Madonna Assunta, vinto per un soffio dal cavallo Remorex (castrone sauro di 9 anni) che, scosso dopo la caduta del fantino Giovanni Atzeni detto Tittia, ha bruciato l’accoppiata del Bruco dopo un incredibile arrivo al fotofinish, lasciando incerto il verdetto per una interminabile manciata di secondi. 

Un epilogo da batticuore che racchiude l’essenza stessa del Palio, meraviglioso perché ogni volta capace di stupire e raccontare una storia diversa in una sfida continua con la sorte, unica padrona dell’ordine di ingresso tra i due canapi, determinante per i sogni di vittoria. Alla chiamata del mossiere, Bartolo Ambrosione, le contrade si sono così disposte: Istrice, Drago, Torre, Selva, Bruco, Chiocciola, Onda, Aquila, Oca e Pantera di rincorsa.

Senza un attimo di respiro e con le urla dei contradaioli a incitare i propri colori sono Onda, Aquila e Bruco a scattare più veloci. Alla prima curva di San Martino l’Onda è in testa con il Bruco a tallonarla. Un iniziale testa a testa che vede uscire avanti il Bruco che gira primo alla curva del Casato, mentre alle sue spalle si danno battaglia l’Onda e la Selva. Al secondo San Martino il Bruco è ancora in testa, il fantino della Selva cade, e passano Onda e Aquila. Sono queste quattro contrade che continuano a cercare la vittoria, ma con il cavallo scosso che recupera metri su metri. All’ultima curva del Casato è ancora il Bruco in testa, ma un inarrestabile Remorex, all’esterno, lotta fino alla fine, riuscendo a vincere per pochissimi centimetri.

Per Remorex si tratta del secondo successo in Piazza del Campo su tre Palii corsi e anche nella precedente vittoria, nel Palio Straordinario dell’ottobre 2018, aveva trionfato scosso. Settimo trionfo a Siena per Tittia che, a poco più di un mese di distanza, bissa la vittoria dell’ultima Carriera di luglio.

Sono stati loro a far trionfare i colori verde, arancio e bianco in un tripudio di bandiere sventolanti a festa accompagnate dal rullo dei tamburi a simboleggiare che il Palio è la festa di una città, Siena, fiera custode delle sue tradizioni e di una passione immutata negli anni.

Sotto lo sguardo benevolo della bellissima Madonna dipinta da Milo Manara i contradaioli del rione di Vallepiatta hanno accompagnato il Drappellone fin dentro il Duomo per intonare il Te Deum di ringraziamento alla Vergine per la vittoria, la 39esima, che mancava da 4 anni, esattamente dal 17 agosto 2015 e, sempre, con il fantino Tittia.

Per loro sarà una lunga notte. Una celebrazione che va ben oltre la festa, rinsalda quella rete di relazioni sociali che è alla base del Palio: l’abbraccio che stringe due contradaioli dopo la vittoria non è soltanto sinonimo di felicità, sigilla la loro appartenenza a un rione e a una storia che si tramanda da secoli. Questo è il Palio, questa è Siena, città unica al mondo.