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La Robur perde a Trastevere 2-1 e chiude la stagione, ripescaggio più difficile

Tra rammarichi, delusioni e facce scure e in lacrime finisce la stagione sportiva del Siena. Un anno lunghissimo, logorante, tra Covid e scelte scellerate, chiuso da una giocata bellissima del quarantenne Stefano Tajarol, che aveva già colpito la Robur con la Lupa Roma (doppietta in coppa, un gol in campionato) e firma a tempo scaduto il 2-1 che vale la finale col Trestina (2-0 al San Donato). I bianconeri avevano acciuffato la partita all’85’ con un rigore di Guidone (16° rete stagionale), l’1-0 invece l’aveva realizzato Roberti in apertura di ripresa su evidente errore di Gragnoli. Gilardino a un certo punto aveva messo dentro tutte le punte, con un 3-2-5 che aveva portato a due clamorose occasioni di Padulano, per poi abbottonarsi in un 4-4-2 per puntare ai supplementari. Ma la prodezza di Tajarol ha spento ogni speranza: si chiude qui la stagione, con il rompete le righe e una vacanza che servirà a tutti, Gilardino in primis. Lui rimarrà (“adesso devo staccare perchè è stata una stagione stancante, il prossimo anno servirà una squadra forte”), gran parte dei giocatori probabilmente no. Dipenderà ovviamente dalle decisioni di Giorgio Perinetti (anche oggi era presente il suo collaboratore Piefrancesco Strano), chiamato a risollevare una piazza a terra e a costruire una formazione con l’obbligo di vincere il campionato. Poi c’è sempre la carta ripescaggi, ma senza aver centrato la finale le speranze si assottigliano.

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