La Robur cerca i talenti del futuro, all’Acquacalda la prima “giornata-evento”
16 Nov, 2015
D'Alessandro Robur Siena

Alla ricerca dei talenti di domani. Sarebbe potuto essere questo il titolo del raduno organizzato questo pomeriggio dalla Robur al campo dell’Acquacalda. Una “giornata-evento” alla quale sono stati invitati a partecipare circa sessanta ragazzi nati negli anni 2002 e 2003, provenienti da Toscana, Umbria e Alto Lazio. “I migliori – spiega Giuseppe Mecca, responsabile dell’area scouting bianconera – saranno contattati in vista della prossima stagione per far parte dei Giovanissimi Nazionali (nati nel 2002) e dei Giovanissimi Sperimentali (anno 2003)”.

Un Siena che pensa al futuro, dunque, e che organizzerà altre giornate di questo tipo in altre parti d’Italia come Livorno, Grosseto e Avezzano, ad esempio: “Il nostro obiettivo – spiega ancora Mecca – è quello di monitorare ragazzi provenienti da tutta Italia. Oggi ci sono elementi provenienti da Perugia e Viterbo, al raduno di Avezzano avremo ragazzi campani, abruzzesi e pugliesi. La risposta delle società senesi? È stata positiva e continuerà a esserlo anche in futuro, tutti i ragazzi contattati per l’evento di oggi sono venuti”.

Presenti i tecnici del settore giovanile bianconero: Pelati, Argilli, Radice e Pierangioli. Così come il presidente Ponte, il dg Bozza e uno dei soci di minoranza della Robur Livio D’Alessandro, delegato alla gestione del settore giovanile: “Questo è il nostro anno zero – afferma D’Alessandro – i tantissimi ragazzi presenti al raduno di oggi sono il frutto del lavoro svolto da Mecca e dalla sua rete di osservatori presente su tutto il territorio nazionale. Abbiamo deciso di partire da Siena perché, oltre che comodo, ci sembrava importante a livello simbolico. La foresteria? C’è la volontà di aprirla, cerchiamo di portare a Siena i migliori prospetti presenti in Italia”.

Sulla questione del centro sportivo, queste le parole di D’Alessandro: “Stiamo cercando in ogni modo di trovare una soluzione, purtroppo non dipende da noi: ci sono tante variabili ed agenti esterni. Fare settore giovanile senza centro sportivo è uno svantaggio incredibile, dovremo essere bravi ad arrangiarci finché questa situazione non sarà risolta e parallelamente dovremo cercare di trovare una soluzione il prima possibile. L’obiettivo del settore giovanile? Formare i giocatori in casa così da ritrovarseli a costo zero in prima squadra, col vantaggio di conoscere a fondo la crescita del ragazzo e al contempo trasmettergli un forte senso di appartenenza verso il club”.

D’Alessandro, che ha rivelato di aver trovato persone molto disponibili e con tanta voglia di lavorare per “far tornare grande il settore giovanile della Robur”, ha invece nicchiato sulle domande riguardanti le questioni societarie: “Non parlo di società e prima squadra, come tutti all’interno della Robur lavoro quotidianamente cercando di fare del mio meglio per il bene del Siena. Se c’è la possibilità che acquisti altre quote? Mai dire mai, ma non è un argomento attuale in questo momento”.

Giovanni Marrucci