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La Guardia di Finanza di Siena celebra il 240° anniversario

La Guardia di Finanza di Siena ha oggi celebrato il gdf al Monte dei Paschi_640x479 di fondazione con una cerimonia presieduta dal Comandante Provinciale Colonnello Luca Albertario, di recente insediatosi al posto del Colonnello Gianpaolo Mazza, trasferito al Comando Interregionale Italia Centro-Settentrionale di Firenze. La cerimonia, secondo espresse direttive del Comando Generale del Corpo, ed in coerenza con gli altri eventi provinciali nella Regione Toscana, ha avuto un carattere esclusivamente interno e si è tenuta, in un clima di semplicità e sobrietà, presso la Cripta della Basilica di San Domenico. Nel corso del 2014, l’obiettivo strategico dei Reparti è quello di continuare nel percorso di costante miglioramento della qualità complessiva dell’azione del Corpo, nell’ottica di assicurare una sempre maggiore tangibilità dei risultati conseguiti, anche attraverso una sistematica aggressione ai patrimoni illeciti accumulati dalla criminalità economico/finanziaria.
Il piano d’azione attuato si è basato essenzialmente sul consolidamento e rafforzamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, sull’intensificazione del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, sul rafforzamento dell’attività di prevenzione e repressione della criminalità economico-finanziaria e dei traffici illeciti e sulla tutela del mercato dei beni e dei servizi.
Nel quadro dell’ordinaria e quotidiana azione delle Fiamme Gialle senesi a presidio della legalità, soprattutto sul fronte economico/finanziario, sono stati questi, in sintesi, i principali risultati relativi ai primi cinque mesi dell’anno conseguiti dai Reparti del Comando Provinciale di Siena.
Con l’operazione “FUENTE” il dipendente Nucleo PT di Siena e l’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole hanno scoperto un vasto fenomeno fraudolento – a livello nazionale – a  danno dei consumatori e dei produttori onesti che operano nel settore oleario.
L’attività investigativa, che vede al momento 35 indagati per i reati di frode in commercio e riciclaggio merceologico e che ha permesso di sequestrare 300 tonnellate di prodotto, ha portato alla luce un vasto fenomeno di frode finalizzato alla commercializzazione di enormi quantitativi di olio extravergine di oliva, di scarsa qualità illecitamente ottenuti all’estero, ricollocati sul mercato nazionale – attraverso illecite miscelazioni non rilevabili alle analisi ufficiali – con l’interesse di numerosi imprenditori italiani operanti il confezionamento e il commercio sul mercato interno ed internazionale.
Anche grazie ad un’articolata attività di monitoraggio degli oli in arrivo nei principali porti nazionali, eseguita già nel corso del 2013, le complesse ed innovative investigazioni svolte hanno svelato, tra l’altro, l’introduzione sul territorio nazionale di oli cosiddetti “deodorati”, cioè sottoposti a trattamenti industriali di raffinazione (non consentiti nella produzione di olio extravergine di oliva) in grado di eliminare odori e sapori sgradevoli da una materia prima di scarso pregio e qualità e pertanto, come tale, inutilizzabile per l’ottenimento di oli extravergini.
Le indagini penali/tributarie collegate hanno permesso di sottoporre a sequestro disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati per circa 1,7 milioni di euro.
L’operazione “FALANGE MACEDONE”, eseguita dalla dipendente Compagnia di Siena, ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale, sedente nella Provincia di Siena ma operante in tutta Italia, che truffava gli Enti pubblici sfruttando lavoratori extracomunitari evadendo il fisco.
Le attività si sono concluse con la denuncia a vario titolo all’Autorità Giudiziaria di Siena di 14 persone. È stata inoltre data esecuzione alla misura di sequestro per equivalente concesso dal GIP senese per un importo di circa 2,3 milioni di euro. In tale ambito sono state svolte numerose verifiche fiscali che hanno portato a contestare in totale oltre 10 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti e ad individuare una evasione di IVA per 3 milioni oltre a contestare  circa 1 milione di ritenute non operate.
Con l’operazione “TIME OUT” condotta nei confronti della Mens-Sana Basket S.p.a., la stessa Compagnia di Siena ha eseguito 7 provvedimenti di perquisizione domiciliare emessi dalla Procura della Repubblica del capoluogo  per bancarotta fraudolenta nonché false comunicazioni sociali, inerenti i bilanci societari dal 2009 al 2013 e reati prettamente tributari ad essa collegati.
Sono stati successivamente effettuati quattro arresti domiciliari e sequestri patrimoniali pari a 14 milioni di euro.
In coerenza con la “mission” istituzionale del Corpo a contrasto degli illeciti economico/finanziari, le fonti di prova acquisite sono state utilizzate anche in campo fiscale mediante la verbalizzazione di recuperi di basi imponibili pari a 27 milioni di euro a cui si aggiunge l’IVA evasa per 15 milioni,  ritenute previdenziali non versate per quasi 3 milioni e redditi non dichiarati dai giocatori di basket per oltre 16 milioni.
La Tenenza di Poggibonsi, invece, durante un intervento in materia di diritto d’autore presso una tipografia nella valdelsa, ha deferito a piede libero il titolare dell’attività per la violazione di cui all’art. 473 del Codice Penale, che tutela i segni distintivi delle opere dell’ingegno e/o dei prodotti industriali; sono state poste sotto sequestro vere e proprie matrici contraffatte riproducenti famosi marchi del “lusso nazionale”. Al fine di impedire la reiterazione del reato si è proceduto, altresì, al sequestro delle macchine da stampa tipografica utilizzate.

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