La GdF controlla i canoni speciali RAI: un’attività commerciale su quattro non paga
5 Ago, 2019
logo_are_6_trasp

Posti sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle senesi gli esercizi o locali aperti al pubblico cui spetta il pagamento del canone speciale Rai. Il tributo è stato oggetto di attento monitoraggio sin dall’inizio dell’anno: in tutta la Provincia sono stati già effettuati oltre 40 interventi che hanno riguardato un’ampia e diversificata platea di attività commerciali (alberghi, B&B, bar, ristoranti) i quali, al fine di fornire un servizio maggiormente appetibile, specie in concomitanza di eventi sportivi, dotano il proprio locale di apparecchio televisivo. Ebbene, circa il 25% delle attività imprenditoriali controllate ha omesso il pagamento del tributo.
A differenza della tassa ordinaria, che a partire dall’anno 2016 viene inserita nella bolletta della luce, il tributo per gli esercizi pubblici che detengono apparecchi televisivi è dovuto in relazione alla tipologia di attività esercitata ed è proporzionale alla categoria di appartenenza ed agli apparecchi detenuti, variando dagli oltre 6000 euro dovuti da un albergo di lusso ai 200 euro per strutture ricettizie con un solo televisore.