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La Banca Popolare Cinese entra le capitale di Mps al 2%

ll Monte dei Paschi si sente un po’ cinese dopo l’acquisizione del 2 per cento delle azioni da parte della Peaple’s Bank of China. La banca centrale di Pechino ieri ha annunciato il suo ingresso nell’istituto bancario senese, insieme ad altri investimenti fatti in Italia acquistando azioni di Unicredit, Intesa San Paolo Eni, Enel, Telecom, Generali ecc. “I cinesi fanno affari ed hanno i denari per investire entrando negli assi strategici italiani ha spiegato ai microfoni di Antenna Radio Esse Pino Di Blasio, giornalista del Qn La Nazione -. Mps per adesso è solo un tassello di questa grande catena di acquisti, poi alla fine bisognerà vedere se i cinesi entreranno nella governance oppure se cercheranno di ottenere di essere i partner aggreganti o acquirenti del Mps. Il problema è che non puoi opporre resistenza quando i soldi sono tutti da quella parte”.
La Peaple’s Bank of China investe in vari settori, nel mondo bancario entra nel capitale delle banche più importanti. “Le tre principali italiane ma con costi diversi. Per il 2% delle azioni di Intesa San Paolo hanno speso un miliardo, quello di Unicredit 750 milioni, 2% di per Mps vale 100 milioni, quindi c’è differenza tra investimento e investimento…”
Il titolo Mps ieri ha avuto una giornataccia in borsa e l’Ad Viola stamani in un’intervista su Repubblica dice che per chi deve fare aggregazioni questo non è il momento adatto. “Come si dice, ‘tutto il mondo è paese – ha aggiunto Di Blasio – anche la Cina non se la passa bene: Non è mai il momento quando le cose vanno male, quando hai perso valore e quando il mercato è turbolento. Non è mai il momento per essere aggregati o comprati, soprattutto perchè tutti sanno che devi essere comprato. A questo punto il management di Mps deve individuare il partner e comincare a lavorarci, al di là delle turbolenze, deve dimostrare di saper vendere al meglio la propria merce”.

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