Per l’intervista della settimana di domenica 14 dicembre ore 12.10 ai nostri microfoni Filippo Franchi della Misericordia di Siena, Alice Leonini ed Ignazio Matzeu entrambi docenti del Liceo Artistico.

Bentrovati da Elena Conti per l’intervista della settimana ho ben tre voci al mio microfono. Parlo con Filippo Franchi della Misericordia che si occupa di progetti sociali, Alice Leonini docente del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna e Ignazio Matzeu anche lui insegnante presso la stessa scuola. Parlerei subito con Filippo Franchi, grazie per essere con noi per raccontarci di questo bel progetto. Filippo, noi ci sentiamo spesso perché la Misericordia ha tante attività sul territorio rivolte ai giovani, in questo caso specifico di cosa stiamo parlando?
Filippo: “In questo caso specifico abbiamo creato una sinergia con il Liceo artistico perché i ragazzi della scuola possano disegnare un murale all’interno del nostro Spazio Controtempo che è uno spazio per giovani, per adolescenti dove ci sono attività specifiche, si trova in Via del Paradiso. Si tratta di un modo per creare un movimento di giovani all’interno dello spazio e poi di renderlo di loro proprietà, ci piaceva l’idea che loro potessero creare qualcosa all’interno di quello spazio sentendoselo anche un po’ loro.”

E qui entrano in campo Alice Leonini e Ignazio Matzeu, docenti al Liceo Artistico e nello specifico so che è Matzeu che ha progettato il murale che verrà disegnato grazie alle indicazioni che darà agli studenti Alice Leonini, ho capito bene?
Ignazio: “Esatto, in base alle indicazioni date da Filippo i ragazzi hanno lavorato sull’idea della comunicazione non violenta, quindi inizialmente si è partiti con diversi punti del manifesto sulla comunicazione non ostile e quindi ognuno ha proposto la sua idea. Una volta che si è arrivati a un certo punto della progettazione poi si è optato per realizzare un unico lavoro di gruppo. Inizialmente devo dire che è stato difficile, però poi i ragazzi si sono confrontati tra di loro e sono riusciti a portare avanti un’idea comune molto interessante che poi appunto sarà realizzata in questo spazio per giovani.”

Filippo questo progetto è inserito in una serie di lavori rivolti a giovani in difficoltà che in questa sala dove verrà fatto questo murale si potranno ritrovare per affrontare le loro problematiche, saranno anche loro partecipi della realizzazione di questo murale?
Filippo: “Sì noi creeremo la possibilità di interagire per i ragazzi che già partecipano alle attività dello Spazio Controtempo, come musicoterapia, espressione fotografica attraverso le associazioni con cui collaboriamo, perché il disegno è un altro modo di esprimersi, di esprimere le proprie emozioni. Chiaramente i ragazzi del Liceo Artistico realizzeranno il disegno ma ci piacerebbe che anche gli altri partecipassero sia per vedere come funziona che, soprattutto, per stare insieme e creare un’agorà artistica dove si trovano e creano qualcosa. Io sono rimasto molto colpito dai bozzetti che gli studenti hanno realizzato all’inizio, perché abbiamo lanciato quest’idea e poi ci siamo ritrovati con Valeria Mazzola, che non è qui oggi, ma è una mia validissima collaboratrice…”
Elena: Anche nostra qui a AntennaRadioEsse, lo sottolineo!
Filippo: “Infatti, più lei di me li sta guidando all’interno di questa idea che per noi è importante, perché è fondamentale parlare di comunicazione non ostile e quindi io sono rimasto colpito dai bozzetti che ora diventeranno un’unica creazione tanto da proporre una mostra anche di questi bozzetti perché sono veramente creativi e a pensare che sono ragazzi di terza sono rimasto veramente emozionato.”

Elena: Volevo chiedere ai docenti, l’arte davvero può curare l’anima, le difficoltà che hanno i giovani oggi?
Alice: “Secondo me sì, l’arte credo sia uno strumento per salvare il mondo, lo dico così ironicamente ma lo penso, perché consente intanto di esprimersi. I nostri studenti al Liceo Artistico hanno la possibilità di farlo a 360° da tutti i punti di vista e chiaramente il processo del pensiero divergente,cioè la creatività, li mette nella condizione di appropriarsi di quelli che sono i propri spazi le proprie dialettiche e quindi assolutamente penso di sì e che questo possa essere condiviso anche dal professor Matzeu.”
A cura di Elena Conti
L’intervista completa:











