Lunedì 22 Giugno a ViviFortezza la presentazione del nuovo libro del rapper Zatarra “Hip-Hop e basta!” alle ore 18.30.

Il libro non racconta un viaggio, ti ci tira dentro.
Non sarà una semplice presentazione firma copie: Zatarra al microfono con rime e flow costruirà un ponte tra generazioni, in modo che sia figl*, genitori, nonni, e adulti in genere, parlino per una volta la stessa lingua.
Quella più universale di tutte. L’Hip-Hop e le sue 4 arti. La scaletta sarà dinamica e conterrà giochi interattivi, sia audio sia video, che coinvolgeranno e renderanno l’ascolto attivo. Incursioni dei ragazzi/e della 30H Crew e del Muretto Freestyle Il Brodo. Acquisto libri e firmacopie.

Quando hai capito che l’hip hop sarebbe diventato la tua strada?
Z:”Quando chi veniva ad ascoltarmi ai live voleva instaurare un rapporto con me, umano, condiviso, con l’HH come comune denominatore. Parlo quando neanche per l’anticamera cerebrale mi passava l’idea dei Laboratori. E di quando giravo l’Italia con i treni, uno zaino, i CD con le strumentali, quaderno e penna per scrivere o disegnare“
Perché hai sentito il bisogno di scrivere questo libro oggi?
Z:”Durante la degenza post seconda operazione nel giro di un mese e mezzo ho scritto un disco nuovo. E poi ho continuato a scrivere, stavolta non in rima, di getto, ma purtroppo sempre ritmicamente. È uscito da sé, istintivamente, avevo bisogno di viaggiare. Nel passato ok, ma non solo. Era troppo il tempo che stavo passando rinchiuso a letto“
Qual è stata la città che ti ha cambiato di più?
Z:”Sembrerà banale per chi ascolta le mie canzoni o mi conosce e segue sui social, ma è Marseille, ca va sans dire. La mia terza vita, una madre che mi ha accolto a braccia aperte, mi ha stretto e a cui mi sono promesso per l’eterno“
Che differenza esiste tra l’hip hop vissuto e quello raccontato dai media?
Z:”Enorme. Soprattutto oggi. L’Hip-Hop è una cultura che è in piedi da più di 50 anni, ed è l’unico linguaggio universale che esista attualmente, nel mondo. Una cultura positiva, che va aldilà delle mode del momento e dei trend dei social. L’HH è la luna, i media raccontano il dito davanti a essa“
Quanto il tuo lavoro educativo ha influenzato la scrittura?
Z:”Tanto. E lo si vede in capitoli come quelli di Napoli, Malta, Roma, London. Zatarra è inscindibile dall’educativa, ormai da più di dieci anni e così resterà“
Quali incontri ti hanno segnato maggiormente?
Z:”Sarebbe facile rispondere direttamente con rappresentanti dell’HH italiano o europeo. Troppo facile. Quindi ti faccio due esempi opposti, senza spoilerare troppo: il bambino nel capitolo Milano e l’anziano nel capitolo La Rochelle. L’HH è umanità“
Cosa significa davvero “Keep It Real”?
Z:”Significa famiglia per me. La prima rete nazionale HH italiana, Pasquale, Erika e tutti noi vecchi amici, da Sud a Nord. Pronti a dare il 100% per le nuove generazioni. Una missione“
A chi è rivolto questo libro?
Z:”È letteralmente un ponte tra generazioni. Lo legge l’adolescente, il giovane, il 40enne addetto ai lavori oppure i genitori o i nonni dei ragazzi che parlano con uno slang che pare indecifrabile. E il complimento più bello avuto finora è da chi i libri non li legge di solito: “Zat l’ho finito in 3 giorni, non riuscivo a smettere di leggere!“
Cosa può insegnare oggi la cultura hip hop alle nuove generazioni?
Z:”A vivere meglio in questo mondo zuppo di odio fino al midollo. E a sopravvivere agli algoritmi dei social, dando delle basi solide di principi umani da mettere in pratica in strada, senza smartphone“
Se dovessi riassumere il libro in una frase?
Z:”Puoi fare rap, ma se non vivi Hip-Hop abbassa la cresta“
Valeria Mazzola











