Mercoledì 18 Marzo ore 22.00 a Bottega Roots – Casa del Popolo di Colle Val D’Elsa “1o ANNI DI BOTTEGA VOL.2” Luca Persico ‘O Zulù e Caterina Bianco in “VIOLENTI”, spettacolo di musica e teatro. Post show Warmup & Aftershow by Soul Rockers Selecta.
Antenna Radio Esse è Media Partner dell’evento.

L’intervista fatta a Zulù, storica voce dei 99 Posse.
Mercoledì 18 Marzo a Bottega Roots di Colle val D’Elsa porterete in scena lo spettacolo “Violenti”, che cos’è e di cosa parla?
Z: “In realtà “Violenti” è una mia autobiografia in rime, che segue di un anno l’uscita della mia autobiografia in prosa che si chiama “Vocazione rivoluzionaria” e la completa. E’ un viaggio attraverso trent’anni della nostra storia raccontati con le parole delle mie canzoni che questa volta vengono recitate e accompagnate da una polistrumentista, prevalentemente violinista. Ho passato in realtà tutta la vita a cercare di trovare le parole e a cercare di renderle più forti con la forma canzone e col beat e oggi esploro la violenza delle mie parole quando tutta le sovrastruttura alla quale ho lavorato una vita la togli e le lasci vibrare libere in uno scenario sonoro dipinto strato dopo strato dal vivo dal violino e dai synth di Caterina Bianco che accompagna le mie parole per la prima volta senza porre limiti.“
Vuoi introdurci meglio Caterina Bianco? Come vi siete conosciuti, com’è nata questa collaborazione?
Z:”In realtà il disco e lo spettacolo “Violenti” si aprono con delle rime che sono le uniche che fino all’uscita erano inedite di tutta l’opera, tutte le altre erano canzoni già pubblicate trasformate in poesie, l’unico testo inedito è quello che apre lo spettacolo, è un testo che ho scritto più o meno nel 2022 ed è rimasto inedito fino a Gennaio del 2025. Perché per la prima volta quando ho scritto quelle parole non ho sentito immediatamente l’esigenza di adattarle ad un beat ma ho sentito l’esigenza opposta, quella di creare un’atmosfera che ne rispettasse le pause, i silenzi, i tempi e le ripetizioni. Questo viaggio è durato quasi quattro anni ed è stato prevalentemente un viaggio che esprime anche una volontà di ricerca di una nuova collocazione delle parole in un contesto che sia un po’ teatro un po’ performance ma che conservi anche un po’ dello spettacolo live e Caterina in questo è stata un elemento fondamentale, perché è riuscita a costruire questo suono in questi anni lavorando prevalentemente sulla sua emotività. Lei ha una ventina d’anni meno di me quindi questa storia l’ha vissuta ma da bambina, una parte almeno, per cui ha trasformato in suoni e in emozioni tutto quello che provava durante la recitazione e quando siamo arrivati all’apice di questo percorso abbiamo deciso di fermarlo e di far uscire il disco.“
Tu stavi dicendo che hai sentito l’esigenza negli anni di ricollocarti, suppongo a livello musicale.
Z: “Più che altro io la chiamo “operazione memoria”, è una fase della mia vita, perché sono circa quattro anni che non scrivo più rime a parte un paio di eccezioni, un paio di featuring uno dei quali anche molto recente fatto con gli Assalti Frontali e il Muro del Canto sulla questione della Palestina. Però ecco l’idea di scrivere canzoni non mi cura più come mi ha curato per tutta la mia vita da circa quattro anni, quindi da quello stesso periodo ha iniziato a nascere in me quell’esigenza di raccontare per bene tutto il viaggio che mi ha condotto a questa fase di silenzi , che poi non sono silenzi perché l’attività dal vivo della band è veramente in crescita, addirittura facciamo una quarantina o cinquantina di concerti all’anno con i 99 Posse senza contare quelli che faccio io al di fuori, ho fatto uscire un’autobiografia, questo progetto, quindi non sono silente ma non mi esprimo più sicuramente con le canzoni. Intervengo in questa complicata fase della storia del nostro paese ma penso che possiamo tranquillamente dire del mondo intero con il racconto della mia storia, che ahinoi, in tantissimi suoi momenti conserva degli elementi di attualità che se si pensa al periodo in cui sono state scritte alcune parole si rimane parecchio sbigottiti.“

Precedi la domanda che ti volevo fare…trovi che alcune tematiche che hai trattato con i 99 Posse molto tempo fa si siano estinte oppure no? In parte hai già risposto ma se vuoi puoi approfondire.
Z: “Violenti” in realtà è il filo rosso che lega le mie parole in un’opera, quindi è un viaggio alla riscoperta di parole edite che parte da parole inedite quasi a voler raccontare la storia che mi ha condotto a questa ricerca di silenzi, perché poi le parole inedite parlano di silenzi, infatti le definisco un ossimoro: cercare silenzio dentro una canzone. Quindi lo spettacolo è l’occasione per raccontare il lato B del viaggio, la storia di quell’inquietudine, il fastidio, quel senso di disagio che mi accompagnano da sempre, ma che via via si definiscono sempre meglio fino a diventare alla fine, che poi è anche l’inizio di questo viaggio, la cifra stessa della mia scrittura. Quindi questa inquietudine, questo senso di fastidio e questa incapacità di accettare lo stato attuale delle cose che cerco di trasmettere con ogni mezzo necessario e questa cosa qua non morirà mai.“
Certo, è necessaria per te.
Z:” Sento che in qualche maniera è necessaria per me e anche per le nuove generazioni, infatti è stato difficile ma negli anni è in vistoso aumento il numero dei giovani e giovanissimi che vengono a vedere questo spettacolo. Immaginare la storia di una band che per te magari è un punto di riferimento storico è un conto, leggerla questa storia in una biografia è un altro conto, viverla attraverso le parole, quindi poter in un’ora e mezza farsi un’idea anche della crescita della tensione, del cambio delle priorità, del modo di scrivere, del modo di affrontare le cose credo che siano elementi che per cervelli stimolati e quindi curiosi sia un momento indispensabile. Ho notato che il numero di persone curiose, dubbiose, che non abboccano immediatamente a tutte le innumerevoli esche che vengono buttate ogni giorno dal nostro modello di sviluppo alle nuove generazioni, che si pongono delle domande, che cercano di andare oltre la facciata questo numero mi sembra in aumento, in grosso aumento, soprattutto negli ultimi anni.
Perché c’è necessità fondamentale di tornare a pensare, di porsi delle domande e di riflettere sulle cose. Infatti quello che ti volevo chiedere e a cui in parte hai già risposto è se al di là della propria esigenza di esprimere un pensiero e di fare anche politica nelle canzoni o comunque di promuovere un pensiero questa cosa è necessaria anche per coinvolgere l’altro a riflettere sulle questioni. Volevo capire se questo tuo messaggio alla fine ha presa, che tipo di variazione c’è stata negli anni? Tu sei partito con i 99 Posse e suppongo ci fosse una certa risposta, poi hai trovato un vuoto e ora una ripresa?
Z:”In realtà vuoti non ce ne sono stati mai in questi trentacinque anni, c’è stato un periodo buio legato al consumo di sostanze, che racconto sia con le canzoni che nella mia biografia in prosa, ma anche in quel periodo non ho smesso di esprimermi artisticamente. Subito dopo lo scioglimento dei 99 Posse che è avvenuto più o meno qualche mese dopo gli eventi di Genova 2001, io ho fatto un libro con la Feltrinelli, ho fatto la colonna sonora di un film, ho fatto tre dischi che si chiamavano “Al Mukawama” , “Al Mukawama 2” e “Zulù – Live in The Al Mukawama Experiment 3” che erano una roba che cercava di individuare una linea che unisse i conflitti in Sud America con quelli in Medio Oriente e con la resistenza che si fa qui nell’opulenta Europa. Dopo questa cosa sono tornati i 99 Posse e contemporaneamente ho fatto uscire altri tre dischi come Zulù, mentre ne sono usciti due con loro, poi ho fatto questa autobiografia, ho iniziato a fare un po’ di teatro perché “Violenti” nasceva come spettacolo teatrale, si chiamava “Ridire” all’inizio. Quindi il silenzio ma solo dal punto di vista delle canzoni è una cosa recente, alla quale sono arrivato subito dopo la pausa dovuta al Covid del mondo della musica. Quando si sono riaperti i cancelli e tutte le bestie hanno cominciato a correre allo stato brado io mi sono fermato, ho cominciato a sentire l’esigenza di cercare la cura altrove, perché è una fase in cui provare a ridurre in poche parole efficaci questioni molto complicate prima di tutto non mi riesce bene e poi non lo trovo neanche molto corretto in questo momento, ora si deve dare il giusto tempo alle cose difficili e trattarle come tali non semplificandole a scopi elettorali o peggio.“
A cura di Valeria Mazzola









