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Inchieste Mps: “Il rischio prescrizione è dietro l’angolo”

L’aver continuato a mettere a bilancio i derivati Alexandria e Santorini ha portato all’avviso di garanzia per l’ex presidente Profumo e per l’attuale ad Viola di Banca Mps, con l’accusa di falso in bilancio e manipolazione di mercato. Lo ha spiegato ai nostri microfoni Sara Monaci, giornalista del Sole 24 ore. “Tutto ciò che era stato contabilizzato in modo errato o dubbio nei precedenti bilanci è statom portato in modo uguale o simile nei successivi bilanci con la differenza che l’ex presidente Profumo e l’attuale Ad Viola avevano incluso nel bilancio una sorta di nota, una “postilla”, in cui si parlava della possibilità che i derivati Alexandria e Santorini potevano essere passivi di una diversa interpretazione, il famoso ‘o a saldi chiusi o a saldi aperti’, un tecnicismo che significa sostanzialmente che il derivato deve essere conteggiato nel conto economico e quindi deve esserne rilevata subito la perdita, oppure no. Mussari e Vigni avevano deciso di no, di metterli al conto patrimoniale, dove un acquisto non viene mai svalutato e quindi la perdita non risulta attualizzata, non risulta rilevata e viene rimandata ad un passaggio successivo. Il saldo chiuso invece, quello che secondo la Procura sarebbe l’interpretazione giusta, vuol dire attualizzare la perdita, vedere ogni anno quanto questi derivati valgono realmente. La vicenda quindi è uno strascico dei derivati”.

Sara Monaci ha anche parlato delle inchieste trasferite da Siena a Milano e riunite in un unico processo che dovrà concludersi in tempi brevi per non finire in prescrizione. “Sarà indubbiamente un processo lungo, ma io credo che debano cercare di affrettare i tempi quest’annio, perchè il rischio prescrizione è dietro l’angolo. Se si considera il tempo di prescrizione dell’ostacolo alla vigilanza e del falso in bilancio si può arrivare fino ad otto anni; l’operazione Antonveneta è del 2008 quindi dovrebbe chiudersi tutto entro il 2016, almeno il primo grado o il rinvio a giudizio, perchè con le nuove leggi così si interrompe la prescrizione. Viceversa senza una condanna in primo grado il rischio che tutto venga archiviato è molto forte e i procuratori milanesi lo sanno bene. E’ un rischio evidente ed era già chiaro nel 2013 quando l’inchiesta è stata avviata a Siena, un’inchiesta che di fatto parte quattro-cinque anni dopo la vera operazione”.

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