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Inaugurata a Bruxelles la mostra sulla pittura gotica senese

E’ stata inaugurata ieri presso il museo Bozar, Palazzo delle belle arti di Bruxelles, la mostra sulla pittura gotica senese che accompagnerà il semestre italiano di Presidenza Europea. I capolavori provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, che di fatto è il più importante museo del gotico al mondo, sono circa sessanta e sono la testimonianza di un periodo artistico straordinario che ha visto Siena tra le maggiori “capitali culturali” europee. Tra il XIII e il XV secolo, infatti, proprio a Siena nasce, nel campo delle arti visive, un nuovo linguaggio: un linguaggio rivoluzionario che influenzò i contesti artistici di tutta Europa, il gotico.

La mostra “Pittura senese: Ars narrandi al tempo del gotico in Europa” è l’omaggio a questa ventata di innovazione, che ha caratterizzato per quasi due secoli la produzione artistica senese e che generò un ambito comune di riferimento culturale per l’intera Europa, tanto da sfociare in una vera e propria corrente, il “gotico internazionale”. Fra le opere in mostra vi sono quelle di Simone Martini, Ambrogio e Pietro Lorenzetti, Duccio di Boninsegna, Ugolino di Nerio e Giovanni di Paolo. Artisti straordinari che hanno sperimentato un linguaggio visivo nuovo e più narrativo, andando oltre la classica tradizione bizantina.

All’inaugurazione della mostra, insieme all’Assessore alla cultura Vedovelli ed al Soprintendente Scalini, era presente anche il Sindaco di Siena Bruno Valentini.
“Un allestimento stupendo quello che il Bozar ha garantito alle opere senesi, frutto anche dell’interazione tra i tecnici della Soprintendenza di Siena e quelli di Bruxelles. Siena – ha sottolineato il Sindaco- attraverso la sua arte è di nuovo simbolo dell’Europa e delle sue radici democratiche. Questi capolavori sono la testimonianza che la nostra città è stata il teatro della nascita di una nuova modalità d’espressione che si è poi sviluppata in tutta Europa: un periodo storico in cui si definirono i canoni cui erano sottesi contenuti comuni e fondanti per l’intero continente.

Per la prima volta- continua ancora il Sindaco- apriamo quel prezioso scrigno che è la Pinacoteca di Siena. Lo facciamo perché siamo consapevoli che comprendere l’arte del passato, i momenti di svolta, i grandi mutamenti nella rappresentazione artistica vuol dire, infatti, individuare e capire i fattori che fanno muovere le società. Il Gotico Senese, ad esempio, è inscindibile da quelle grandi trasformazioni che Siena visse all’epoca della volgarizzazione del suo “Costituto” (1309), è inscindibile da quella modernissima allegoria del “Buon Governo” ed è inscindibile dalla filosofia civica e dall’etica che caratterizzava il governo dei Nove”.

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