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Il Triangolo Rosa di Altero Borghi, uno spettacolo per riflettere

Per l’Intervista della Settimana di domenica 30 aprile alle ore 12:10, Antenna Radio Esse incontra Altero Borghi, un meraviglioso eterno Peter Pan, che dopo laurea in storia del teatro ha dedicato tutta la sua vita alla grande passione per il palcoscenico. Borghi ha fondato e lavora presso l’Associazione Sobborghi Impresa Sociale, un’associazione che si prefigge di sviluppare la conoscenza e il confronto artistico tra soggetti appartenenti a realtà diverse, con particolare attenzione a situazioni di disagio al fine di un recupero e il reinserimento sociale di detenuti, portatori di handicap, extracomunitari. Borghi ha risposto  alle domande di Antenna Radio Esse, subito dopo aver tenuto le sue lezioni di teatro al carcere di Grosseto. E’  stato spontaneo chiedere perché non svolga più questa attività a Siena, dopo oltre venti anni di esperienze più che positive, e dispiace sentire la risposta che ha dato nell’intervista. Ma questo caparbio “saltinbanco” della vita non si è dato per vinto e continua a lavorare con i detenuti, esperienza che reputa di grandissima forza emotiva – oltre che nel carcere di Grosseto anche a San Gimignano e Massa Marittima. L’Associazione Sobborghi ha al suo interno il gruppo teatrale “Poveri ma alteri”, composto, come scritto nel sito, da guitti, saltimbanchi, detenuti in semi libertà, manager, registi di campagna, medici in cerca di una cura, madri di famiglia con prole al seguito, musicisti introversi, sopravvissuti Erasmus, laureati in cerca di lavoro e studenti in cerca di una possibile laurea…, tutti animati da una grande passione per il teatro. Ultimo lavoro di Borghi “Triangolo Rosa”, (in tedesco, rosa Winkel, “angolo rosa” era un simbolo di stoffa in uso nei campi di concentramento nazisti, posto sulla casacca degli internati per omosessualità maschile. Secondo una stima di massima, i prigionieri che portarono il triangolo rosa oscilla fra i 5.000 e i 15.000 ndr), scritto e interpretato da lui, un’opera di forte impatto che tocca temi delicati e purtroppo sempre attuali come la diversità. “Perché il teatro – conclude Altero Borghi – soprattutto dopo gli anni di pausa del Covid, deve ritrovare il suo scopo di far riflettere”. Chi va a teatro deve avere un impatto emotivo con ciò che vede rappresentato e l’opera messa in scena deve essere una sorta di detonatore per le emozioni dello spettatore.

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