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Il sindaco Valentini su Facebook: “Abbiamo dimezzato il debito del Comune”

Avvicinandosi la fine dell’ anno, il Comune predispone il pagamento delle rate del proprio debito. Al 31 dicembre saremo riusciti praticamente a dimezzarlo rispetto alla punta massima toccata nel 2008″. La buona notizia appare sul profilo Facebook del sindaco di Siena Bruno Valentini, che ormai ci ha abituato a questo uso del social per comunicare notizie che riguardano il lavoro amministrativo.  “É un risultato eccezionale – prosegue – se si considera che da quando sono arrivato non abbiamo toccato le tasse e non abbiamo ridotto i servizi ai cittadini Anzi in qualche caso abbiamo potenziato il nostro impegno: Biblioteca, contributo affitti, assistenza per disabili, cani estivi, centri giovani, ecc.
Tornando al bilancio, il debito comunale raddoppio’ sotto la gestione Piccini (da 40 a 85 milioni) ed arrivò a 136 col sindaco Cenni, senza realizzare le condizioni per la sua sostenibilità se non contando sul contributo della Fondazione MPS, che però non era garantito ma solo promesso. Dal 1996 al 2011 la Fondazione ha erogato al Comune di Siena circa 23 milioni di euro all’anno. Solo una gestione efficiente e virtuosa avrebbe potuto salvarci. Alienazioni, risparmi, riduzione di personale e rigore nella gestione hanno consentito a Siena di superare queste difficoltà, con l’aggiunta di contestazioni della Corte dei Conti e di un terribile contenzioso con i dipendenti sul recupero forzoso di indennità varie, poi risolto e sfociato in una nuova stagione di concertazione positiva coronata da accordi sindacali, stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni (mentre in Italia ci sono tante vertenze in corso fra Comuni e dipendenti).
Non demonizzo l’indebitamento in sé perché ci stiamo ricorrendo anche noi per finanziare gli investimenti di cui ha bisogno la città, ma sarà prudente e soprattutto sostenibile. Poi si possono fare tutte le chiacchiere che si vuole, ma oggi il Comune di Siena ha risolto la principale criticità che aveva nella fragilità del proprio bilancio e può essere punto di riferimento dello sviluppo sociale ed economico, pur nei vincoli che gravano su tutti gli Enti Locali italiani. L’ultima buona notizia è 17 mila famiglie non hanno pagato la tassa sulla Prima Casa, tanto per rammentarlo”.

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