Il sindaco Valentini e l’assessore Ferretti sul caso Pelosi: “Siamo a sua disposizione, pronti a sostenerla”
6 Dic, 2017
ferretti valentini

Ha destato molto sconcerto in città il caso dell’imprenditrice senese Sandra Pelosi che ieri ha tentato di suicidarsi tagliandosi le vene quando la sua casa, finita all’asta per l’insolvenza del mutuo, è stata venduta. Sulla vicenda sono intervenuti sia il sindaco Bruno Valentini che l’assessore Anna Ferretti, come si legge nei post pubblicati su Facebook.

“Stamani ho parlato al telefono con la signora Pelosi e poi con il suo avvocato – scrive Valentini -. La signora non ha mai contattato i servizi sociali del Comune (che le ho messo a disposizione, compresa la possibilità di un alloggio di emergenza, se la situazione precipitasse) perchè la priorità per lei e per la sua famiglia è salvaguardare la propria casa, ubicata nel centro storico di Siena. Quindi, come ha già scritto l’ass. Ferretti, chiede giustizia e non carità. Vista da fuori la vicenda appare incredibile ed ingiusta, a cominciare da un mutuo che secondo il legale della signora era evidentemente sproporzionato rispetto alla effettiva capacità di rimborso. Alla lentezza ed all’ostruzionismo delle assicurazioni è poi corrisposta una procedura di vendita forzosa rapida e senza alcuna pietà. La signora Pelosi è gravemente malata, sottoposta ad una intensa terapia del dolore e non è in grado di sopportare la violenza della vendita della propria casa ed il conseguente sgombero. L’asta è già avvenuta e qualcuno ha già fatto un’offerta per l’acquisto. Per adesso, faccio un appello all’anonimo acquirente che spero fosse ignaro del dramma che c’è dietro questa vendita immobiliare, per sospendere l’operazione ed al tribunale per trovare la forma per congelare il tutto. Nel frattempo, le assicurazioni coinvolte dovrebbero decidere finalmente di indennizzare la signora per consentirle di onorare il suo debito con la banca. Ho già fissato un incontro diretto con la signora Pelosi, a casa sua nei prossimi giorni”.

Anna Ferretti

“Ieri al tribunale civile di Siena è andata all’asta la casa dove vive una persona disabile. Un dramma umano che credo si possa capire solo vivendolo in prima persona. Quando la vita ti ha tolto il lavoro, la salute e ti toglie, a causa di questo, anche la tua “casa” ti senti veramente perso, finito. Capisco quindi il grande dolore che ha portato la Signora Pelosi a compiere il gesto di ieri e le sono vicina come donna e come assessore di questa città che si occupa di sociale. La Signora non è mai venuta in Comune a chiedere qualcosa (ho ripetutamente chiesto questo al servizio sociale e non ci sono pratiche a suo nome) e capisco anche il perché. Lei vuole giustizia dalle banche che hanno messo all’asta la sua casa, dalle assicurazioni che le hanno negato i risarcimenti a cui ritiene di aver diritto e su questo come Comune non possiamo intervenire. Ho visto che la Signora ha due bravi avvocati e penso che se c’è qualcosa che si può fare dal quel punto di vista loro lo faranno. Ho visto scritto però su un giornale stamani che la Signora “non vuole l’elemosina”. Le vorrei dire che come Comune, se ce lo chiede, possiamo esserle vicino non per farle l’elemosina ma per avere quei sostegni che come cittadina le spettano. L’amministrazione comunale non può cambiare leggi e normative, su quelle si deve agire ad altri livelli, ma deve ed è vicino ai suoi cittadini quando sono in difficoltà. Quindi telefoni o faccia telefonare al Sindaco o a me siamo a sua disposizione per ascoltarla e capire insieme con lei come possiamo intervenire”.

(Foto di repertorio)