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Il Sindaco risponde a due interrogazioni su quanto accaduto in occasione dell’iniziativa di “Sentinelle in Piedi”

Presentate due interrogazioni urgenti su quanto accaduto in occasione della “veglia” promossa dal movimento “Sentinelle in Piedi” lo scorso 21 giugno, alle quali il sindaco Bruno Valentini ha risposto in maniera congiunta.

La prima, a firma dei consiglieri Pietro Staderini e Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra), Marco Falorni (Impegno per Siena), Giuseppe Giordano ed Eugenio Neri (Siena Rinasce), Luciano Cortonesi e Massimo Bianchini (Nero su Bianco); la seconda, dagli stessi Staderini, Corsi e Bianchini.

Valentini spiega_555x480<<Una serie di fatti – come ha evidenziato Staderini – che, se realmente accaduti metterebbero a serio rischio la democrazia e la libertà di esporre, a Siena, le proprie idee>>. Nello specifico, sono state chieste informazioni sul cambio di ubicazione della manifestazione da piazza Tolomei a piazza Salimbeni; se risponda al vero che alle “Sentinelle in Piedi” sia stato proibito il volantinaggio, da parte degli agenti di Polizia Municipale, e la stessa possibilità di appoggiare il materiale informativo su un tavolo per dargli visibilità; che gli stessi Vigili abbiano contestato agli organizzatori l’uso del megafono per superare le urla e gli schiamazzi dei contestatori; che non sarebbe stato loro possibile uscire dalla piazza per spiegare ai passanti i motivi della manifestazione a causa del permanere, in Banchi di Sopra, dei contestatori. Ma anche per quale motivo agli organizzatori dell’appuntamento sia stata comminata una multa di 100 euro per l’utilizzo del megafono e, infine, perché i contestatori non autorizzati non siano stati indotti a non disturbare la pacifica manifestazione. E proprio sul divieto di volantinaggio è ritornato Andrea Corsi, che ha chiesto al sindaco se ne avesse letto il contenuto, ritenendolo così sovversivo.

Bruno Valentini nell’affermare che <<Siena è una città nella quale ogni opinione, purché non contraria ai principi costituzionali, ha libertà di espressione e manifestazione>>, ha detto che su alcune domande poste, come quella riguardante l’atteggiamento di un Vigile urbano, l’Amministrazione non era in grado di rispondere al momento, a causa della ristrettezza dei tempi con i quali è stata presentata l’interrogazione. <<Rimango comunque a disposizione – ha aggiunto Valentini – per ulteriori approfondimenti con gli uffici di competenza>>.

<<La manifestazione – ha proseguito il sindaco – non era stata autorizzata dal Comune, ma solo comunicataci: per questo, gli organizzatori non potevano distribuire volantini o apporre cartelli, com’è consentito per le iniziative autorizzate sulla base di una richiesta per l’utilizzo del suolo pubblico, che però, in questo caso, non è stata fatta. Sulla multa per l’utilizzo del megafono non ho informazioni, mentre il cambio della piazza è avvenuto su esplicita richiesta della Questura, perché, in caso di contestazioni, piazza Salimbeni è più facilmente controllabile. Lo spostamento ci ha trovato concordi anche per evitare intralcio al traffico veicolare di piazza Tolomei>>.

Pietro Staderini, nonostante alcuni chiarimenti ricevuti, si è dichiarato totalmente insoddisfatto. <<Pensavo che il sindaco avesse chiamato il comandante dei Vigili urbani a riferire su quanto accaduto. Farò formale richiesta affinché venga a informare in conferenza dei capigruppo>>. Il consigliere, ricordando che le “Sentinelle in Piedi” sono un movimento apolitico e aconfessionale che tiene manifestazioni per far partecipare i cittadini alla vita attiva della nazione, e pur apprendendo con piacere che lo spostamento della sede che ha ospitato l’iniziativa non è dipeso dal Comune, ha espresso <<forte rammarico, per quanto detto dal Sindaco, circa la libertà di esprimere il proprio pensiero, in contraddizione con quanto verificatosi il 21 giugno>>.

<<Grande delusione>> anche da parte di Andrea Corsi. <<Non ha risposto a nulla di quanto chiesto>>. Il consigliere, ritornando sul divieto che ha impedito la distribuzione del volantino, di cui ha letto in aula il contenuto, ha ribadito la contraddizione con quanto sancito dall’articolo 21 della Costituzione, accusando il primo cittadino di <<lassismo e atteggiamento pilatesco>>.

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