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Il sindaco di Chianciano scrive a Renzi

Dopo la vicenda di Banca Etruria il sindaco di Chianciano Andrea Marchetti ha scritto una lettera a Matteo Renzi. Eccola

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Dottor Matteo RENZI,
come Sindaco della città di Chianciano Terme, in provincia di Siena e come cittadino, mi rivolgo a Lei per chiedererLe sostegno e vicinanza nei confronti dei tanti risparmiatori italiani penalizzati dalla manovra salva-banche decisa domenica scorsa, in 20 minuti, tramite il decreto legge 183/2015, che punisce duramente i cittadini, piccoli investitori che non hanno alcuna colpa, mentre non prevede nessun provvedimento a carico dei responsabili del dissesto e degli organi di controllo che avrebbero dovuto intervenire prima che fosse troppo tardi.
Solo in Toscana sono stati sacrificati 300milioni di euro per il capitale della “nuova” Etruria. Tra questi investitori figurano molti cittadini senesi ed aretini, che avevano affidato a queste fondi una sicurezza per il futuro loro e dei propri familiari, soldi guadagnati e risparmiati in anni, a volte decenni.
Salvare il futuro di Banca Etruria era sicuramente una questione di vitale importanza, ma questo non doveva avvenire a scapito dei risparmiatori che non hanno avuto certo alcuna responsabilità sui misfatti dell’Istituto di Credito. C’era la possibilità di agire in maniera diversa e le perplessità dell’Unione Europea potevano e dovevano essere mediate. Se si fosse agito prima ,anziché aspettare l’ultimo momento, tutto sarebbe stato più facile. Invece la risoluzione definitiva della crisi della Banca è stata decisa in pochi minuti: in un solo giorno le persone messe in ginocchio sono state oltre 100mila, letteralmente depauperate dei risparmi di una vita.
In questi giorni ho ricevuto tantissime richieste di aiuto, storie di disperazione, rabbia e a volte rassegnazione. La rabbia di chi, oltre che essersi sentito incapace di gestire al meglio le proprie risorse economiche, porta con sé il terribile senso di colpa per non essere riuscito a garantire quella sicurezza che tutti noi vorremmo per i nostri figli, per i nostri familiari. Cittadini disperati ed esasperati che annunciano aggressioni verso dirigenti e dipendenti, ma addirittura anche cittadini che hanno contratto il mutuo con tali banche e ora non solo hanno visto azzerarsi il proprio conto e i propri risparmi, ma vengono intimati dalla stessa banca a pagare le rate del muto pena il pignoramento. Vale la pena di ricordare inoltre, come da innumerevoli testimonianze fatte a me in prima persona o riportate tramite dichiarazioni pubbliche a quotidiani, che molti di questi risparmiatori sono stati indotti ad acquistare prodotti a rischio elevatissimo in maniera del tutto inconsapevole, consigliati vivamente dai dipendenti della Banca.
Auspico, pertanto, che in sede di conversione ci sia la volontà dell’intero Parlamento di tutelare gli azionisti e gli obbligazionisti che dal giorno alla notte hanno visto azzerarsi i propri investimenti. Le strade per rimediare a quella che secondo me è una palese ingiustizia ci sono.
La ringrazio per l’attenzione e confido in un suo celere intervento per la migliore soluzione di quanto esposto.
Con osservanza.

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