Il Santa Maria della Scala verso una visione di vero complesso museale
7 Feb, 2017
Santa Maria della Scala - Pellegrinaio

Da alcuni giorni si lavora nelle sale di piazza del Duomo per allestire la nuova biglietteria centralizzata dei monumenti dell’area e per l’adeguamento degli impianti antincendio e sicurezza. Da marzo il centro riaprirà con una riorganizzazione più in linea con la concezione moderna di museo. “L’ingresso centrale tornerà a palazzo Squarcialupi – ha spiegato ai microfoni di Are il direttore Daniele Pittèri – dove sarà allestita la nuova biglietteria per l’acquisto dei ticket sia per il Duomo che per il SMS, grazie all’accordo raggiunto tra Opera metropolitana e Comune di SIena. Speriamo con questo punto accoglienza di incrementare anche le visite al Santa Maria, per questo proponiamo un biglietto cumulativo “Acropoli pass” che dà accesso a tutti i monumenti di piazza Duomo. Faremo migliorie anche al museo archeologico e al museo della Città, e allestiremo il desk per la consegna delle audioguide gratuite a tutti i visitatori”.
Lavori di adeguamento in vista della grande mostra su Ambrogio Lorenzetti.
“Sì, a quella stiamo lavorando insieme al comitato scientifico. Sarà inaugurata a metà ottobre e avrà come sede principale il Santa Maria anche se poi riguarderà tutta la città perchè ci sono affreschi del pittore anche in altri luoghi a cvominciare dal Buongoverno e Cattivo governo in palazzo comunale. A differenza di quella dedicata a Duccio di Boninsegna che vedeva esposte opere anche degli altri artisti contemporanei del pittore, questa sarà monografica”.
Perchè a Siena non si ospitano le mostre temporanee che girano vari musei europei?
“Noi vogliamo che del Santa Maria della Scala si abbia un’idea di museo vero e proprio con collezioni stabili e quest’anno lavoreremo a rafforzare questa immagine. Per i prossimi anni abbiamo previsto di ospitare mostre chiamiamole “blockbuster”, cioè di artisti famosi, ma che siano in linea con la programmazione culturale. Per esempio se scegliamo il Novecento potremmo ospitare l’esposizione di Frida Kalho in questi mesi a Bologna, altrimenti sarebbe fuori contesto”.