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Il presidente Rossi in visita al centro antincendi di Monticiano. “Lavorare sulla prevenzione, una legge entro l’anno”

Bene il contrasto degli incendi boschivi: giusto stamani il direttore della Protezione civile nazionale Curcio ha lodato l’attività della Toscana, che d boschi ne ha davvero tanti, virtuosa più di altre assieme a Sardegna e parte del Lazio. “Ma oltre all’azione di repressione, colpendo anche i criminali che appiccano il fuoco, è essenziale la prevenzione” sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi. Ed è lì che la Regione vuole ancora migliorarsi: accrescendo i viali parafuoco, pulendo il sottobosco, facendo anche tornare le coltivazioni delle foreste all’interno di una filiera economica. Come fanno con la vegetazione di risulta della pulizia del sottobosco, meglio dell’Italia, altri paesi del Nord Europa. “Come facevano i Lorena – ricorda il presidente della giunta regionale -. Non dimentichi amoci che la scienza forestale è nata qui, in Toscana, con i monaci di Vallombrosa”. Lì, nelle foreste che guardano il Casentino, ha studiato l’utilizzo dei boschi anche l’ambasciatore americano George Perkins Marsh, mandato a Firenze dal presidente Lincoln.

“Vogliamo essere in linea con questa buona tradizione” dice Rossi, che stamani ha visitato con gli assessori Fratoni e Remaschi il centro regionale di addestramento di Monticiano in provincia di Siena, alla pineta di Tocchi, sulla strada per San Galgano. Una struttura unica in Italia, tra le cinque o sei simili in tutta l’Unione Europea.

C’è un numero aggiornato in tempo reale, su una lavagna all’ingresso, che colpisce più di altri: 1068 corsi in dieci anni e 18.519 operatori formati, la grandissima parte volontari, con le foto di tutte le classi che si riempiono quattro rampe di scale che portano al primo piano, un pannello per ogni anno e a volte anche di più. E poi aule informatiche e banchi per la simulazione di scenari su cui esercitarsi, tablet con la cartografie di tutta la regione a disposizione dei direttori che intervengono sui roghi ed hanno con il click il quadro completo di linee elettriche, laghetti, sentieri e viabilità forestale che si snodano sotto i boschi. C’è anche un po’ di storia, con una stanza con vecchie apparecchiature, progetti con le scuole, caschetti e strumenti per intervenire sulle fiamme, ma in sicurezza, utilizzati fin dagli anni Ottan ta. E poi le esercitazioni negli spazi esterni: tra le settanta e le ottanta ogni anno.

La visita di Rossi a Monticiano è stata l’occasione per ringraziare i volontari e tutti gli uomini che si sono già spesi con capacità e passione in questo inizio d’estate per fermare le fiamme nei boschi, un anno e un luglio rovente. Ma è stato anche il momento per fare il punto sulle future linee guida.

“Partiamo da una buona base, ma vogliamo fare ancora meglio – spiega Rossi – . L’esperienza ci insegna, anche quella recente, che gli incendi si sono propagati più velocemente dove mancavano le strade parafuoco. Vogliamo suddividere i boschi in aree a maggior controllo con una titolarità che ci consenta intervenire nella manutenzione del sottobosco e nella realizzazione di nuovi viali, replicando l’esperienza già fatta sui Monti Pisani”.

“Dobbiamo decidere come intervenire sugli ettari bruciati, per la regimazione delle acque e non solo per la ripiantumazione.Vogliamo anche che il bosco torni all’interno di una filiera economica – aggiunge il presidente – e lo faremo partendo dai 110 mila ettari di demanio regionale e statale e affidandoci ad esperti”. Tutto lavoro che aspetta la giunta subito al rientro dalla pausa estiva, con una legge da scrivere entro l’anno.

 

IL CENTRO DI MONTICIANO

Da  qui passa per essere formata tutta la forza che la Toscana mette in campo per prevenire e fermare gli incendi nei boschi: qualcosa come quattromilanovecento uomini, di cui 4.200 volontari, 500 operai forestali e 200 direttori per le operazioni di antincendio boschivo. antincendi monticiano centro esterno

Il centro de “La pineta di Tocchi”, nel comune di Monticiano in provincia di Siena, ha il compito infatti di addestrare, aggiornare e formare tutti coloro che, nelle varie mansioni, contribuiscono alla difesa del patrimonio boschivo toscano dalla piaga degli incendi. E’ nato dieci anni fa, nel 2007, voluto e realizzato dalla Regione Toscana; forma circa 1.300 operatori ogni anno ed è l’unico centro dedicato specificamente all’addestramento antincendi boschivi d’Italia.

Le finalità del centro
L’addestramento da parte della Regione del personale che opera all’interno del sistema regionale antincendi boschivi è iniziata comunque più di quindici anni prima, nel 1991: una scelta dettata dalla necessità di garantirne la sicurezza, assicurare l’efficacia degli interventi e favorire l’integrazione funzionale e organizzativa tra le varie strutture operative dislocate sul territorio. Da allora a oggi sono stati oltre mille i corsi organizzati. Molti di questi si sono tenuti a partire dall’aprile del 2007 proprio nella struttura dedicata della Pineta di Tocchi.

Il centro organizza anche convegni, giornate tecniche e dimostrazioni che riguardano il settore forestale e antincendi boschivi, attività didattiche con le scuole del territorio regionale, progetti nazionali e comunitari nel campo della salvaguardia del territorio e del patrimonio boschivo, con particolare riferimento agli incendi.

Le strutture
Il centro è dotato di 3 aule: una informatica con 25 postazioni pc utilizzata per i corsi di sala operativa, una tecnica con 20 postazioni e lavagna interattiva multimediale per i corsi più avanzati, la terza dove vengono proiettati, su un banco appositamente predisposto, scenari di incendi boschivi su cui il personale può esercitarsi. C’è poi un auditorium, che può ospitare 100 persone ed è utilizzato per corsi, incontri tecnici, convegni e presentazioni di materiali e mezzi. La Pineta di Tocchi dispone di 35 posti letto tra camere singole, doppie e triple, una mensa capace di ospitare oltre 100 persone, due alloggi per gli equipaggi dell’elicottero, un eliporto, un laghetto per attività di antincendi boschivi, alcuni magazzini per mezzi e attrezzature, aree boschive dove effettuare esercitazioni col fuoco prescritto e oltre un chilometro di strade forestali e ostacoli per i corsi di guida.

Ascolta l’intervista del presidente Rossi

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