Home Slide Show

Il presepe di Carlo Pizzichini nella Cripta di San Domenico

Quando si allestisce il presepe, emerge sempre quell’atmosfera del tempo sospeso, che sta tra l’attimo fuggente e l’attimo presente. Il presepe apre sempre un varco che va oltre, questo oltre, è l’eterno. Vedi le due aurate sfere poste ai lati, sorrette in questo tempo, dai braccialetti della Contrada del Drago. Il punto focale del nostro presepe, non è la stella, né tantomeno i pastori, ma l’Emmanuele, Dio con-noi, che silenziosamente entra nella storia, sul tufo dorato di questa Città e cammina con noi, cammina tra noi. Questo presepe in sospensione, vuol raccontare questo eccelso Evento con il linguaggio che è proprio di Siena, che la contraddistingue: le Contrade, ma lo fa anche attraverso il segno della Balzana, nelle due sfere bianco-nere e racconta la presenza dei Domenicani a Siena fin dal 1215 – 2015, ottocento anni, ritmati dal rullo del tamburo qui presente, come il palpito di un grande cuore. Il presepe rimane sempre comunque lo si faccia, una suggestiva rappresentazione del Natale. E’ innegabile che fa parte della nostra cultura e dell’arte, ma è altresì segno eloquente di fede. Ecco perché ri-presentando oggi l’evento che unisce tutti, l’abbiamo voluto rinnovare attraverso l’arte contemporanea di Carlo Pizzichini, perché questo messaggio arrivi a tutti gli uomini contemporanei di buona volontà.

P. Alfredo Scarciglia o.p
Si intuisce immediatamente che è una scenografia piena di speranza quella realizzata dall’Artista Carlo Pizzichini per il presepio del Natale 2015 nella Cripta della Basilica di San Domenico.

La speranza della città è affidata ai colori delle contrade, che nel loro susseguirsi, nel loro schierarsi, come drappi immacolati calati dall’alto e segnati dai colori delle bandiere, formano un grande arcobaleno aperto davvero verso tempi migliori. Sul tufo, su quel frammento di tufo, che simbolicamente accoglie il canapo di nuova mossa valida, sospeso nel candore evanescente della Notte Santa, la Sacra Famiglia accoglie i fedeli in un abbraccio luminoso. Non la pittoresca iconografia narrativa del Presepe, ma l’essenza del messaggio, la luce, l’astro luminoso scende sulla terra, su una città unita nei suoi valori più veri e sinceri, nelle comunità delle contrade, nelle loro tradizioni cristiane, alle quali si da il compito di assistere simbolicamente in prima fila alla Speranza della Natività.Come l’arcobaleno è la luce bianca che rifrange e si scompone nei suoi colori, così il bianco immacolato, concentra a se tutti i colori del mondo e li restituisce nel candore della notte luminosa, meravigliosi ed incredibili fenomeni fisici, che affiancano la certezza cristiana di Dio che si fa uomo e scende in mezzo a noi.
Carlo Pizzichini

RADIO STREAMING POPUP

ESTRA NOTIZIE

Ad

Meteo

Meteo Siena