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Il grido di dolore dell’agricoltura italiana: oltre cinquecento agricoltori e cento trattori al casello A1 Valdichiana in protesta

Oltre cinquecento agricoltori e cento trattori provenienti da tutta la provincia di Siena, e dalle province di Arezzo, Grosseto e dall’Umbria a difesa dell’agricoltura italiana, contro la crisi di un settore vicino al collasso, una protesta a difesa del reddito delle aziende. Si sono dati appuntamento al casello A1 Valdichiana a Sinalunga (Bettolle –Si), gli agricoltori del centro Italia per la manifestazione organizzata da Cia Agricoltori Italiani di Siena insieme a Cia Arezzo, Cia Grosseto e Cia Umbria, che ha visto una ampia rappresentanza di rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, e di numerosi candidati alle prossime elezioni amministrative ed europee del 26 maggio.

«L’agricoltura è in piena crisi – ha detto Valentino Berni, presidente Cia Siena -, non riusciamo più a produrre reddito, le nostre colture sono danneggiate sistematicamente dalla fauna selvatica non riusciamo più a proteggerle e non riusciamo più a fare filiere integrate con le quali possiamo ridare dignità ai nostri agricoltori che lavorano nelle campagne e mantengono un bellissimo paesaggio». E poi c’è il problema burocrazia: «che sta creando distorsioni pesanti al nostro lavoro – aggiunge Berni -, non riusciamo a stargli dietro, blocca gli investimenti e non permette alle aziende agricole di ammodernarsi e molte sono costrette a chiudere; non è così che si creano positività per la nostra agricoltura».

Emergenza ungulati e caccia: nei giorni scorsi la Cia ha presentato un progetto di modifica immediata della Legge 157/92 per passare dalla tutela alla gestione della fauna selvatica. «Nella nostra regione – sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – si contano in Toscana oltre 400 mila ungulati che impediscono agli agricoltori di produrre, danneggiano i boschi e l’ambiente, provocano incidenti alle popolazioni. I dati ci dicono che la situazione è drammatica». La densità dei cinghiali è ormai a livelli spaventosi: per ogni 100 ettari di territorio ci sono almeno 20 cinghiali, mentre il Piano faunistico regionale ne prevede da 0,5 ad un massimo di 5 capi. Per ogni agricoltore ci sono ormai 5 capi di ungulati; per ogni pecora c’è 1 ungulato, per ogni maiale 3,5 e per ogni bovino 5 ungulati. Danni alle colture che ormai da cinque anni, in Toscana, ammontano a oltre 4 milioni di euro annui».

Elezioni del 26 maggio – Un appuntamento elettorale di vitale importanza per il futuro di tutti i cittadini europei, eppure le tematiche comunitarie sembrano trovare poco spazio all’interno del dibattito politico. La campagna elettorale non sta vertendo sulle prospettive future dell’eurozona, ma su questioni ancorate a una visione politica prettamente nazionale. In una fase storica dove le sfide del mercato globale sono sempre più difficili da superare e gli scenari geopolitici in costante evoluzione, Cia Agricoltori Italiani ritiene, a questo punto, urgente un confronto serrato e costruttivo sulle politiche europee e su una loro possibile riforma.

Il rilancio di una visione federale e solidale dell’Europa; le regole e le procedure alla base delle sue decisioni, a partire dal ruolo del Parlamento; il protezionismo commerciale e lo sviluppo sostenibile; il tema cardine della nascita di una “vera” Unione politica per contrastare l’euroscetticismo: queste le principali questioni su cui gli Agricoltori Italiani attendono risposte dalla prossima legislatura, partendo ovviamente dalla nuova Politica agricola comune.

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