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“Il gioco del cavallo” – Ai Magazzini del Sale la personale di Tano Pisano

Artista poliedrico e versatile, Tano Pisano torna a esporre in Toscana. Dopo le personali tenute nei musei fiorentini – all’Accademia delle Arti del Disegno nel 2011 e a Palazzo Davanzati nel 2012 – e a Fiesole, nella Sala del Basolato in Piazza Mino da Fiesole nel 2013, adesso sta per approdare a Siena nelle prestigiose sale del Palazzo Pubblico.

Si intitola “Il gioco del cavallo” la mostra di Tano Pisano che sarà inaugurata sabato 19 settembre alle ore 10.30 ai Magazzini del Sale di Siena e che resterà visibile fino al prossimo 28 novembre 2020.

La mostra arriva all’indomani del concorso che il Comune di Siena ha bandito per la centralissima sede espositiva senese e che Pisano ha vinto insieme agli altri artisti che esporranno fino alla fine di febbraio 2021.

Curata da Enrico Mattei, la mostra propone ai visitatori circa 150 opere sul tema del cavallo, scelto dall’artista siciliano per questo suo esordio artistico nella Città del Palio. La mostra – ovvero pitture, sculture, disegni, acquarelli, incisioni, ceramiche, meccani e mobiles (sculture in legno che si muovono) – non è una retrospettiva, né è basata su collezioni preesistenti, ma si tratta di un nucleo di realizzazioni ad hoc per la mostra senese.

Ancora una volta a Tano Pisano interessa l’aspetto estetico dell’arte, sia perché si considera un artigiano, sia perché il suo punto di partenza era e resta l’arte classica.

In questo caso, attraverso diverse forme d’espressione artistica, nella mostra ai Magazzini del Sale Tano Pisano vuole onorare il cavallo e Siena (non mancheranno opere che specifici riferimenti alle contrade) augurandosi di rivederlo presto in Piazza del Campo, quel “gioco del cavallo” così tanto amato.

Come scrive Mattei, il curatore, «Il progetto che sta realizzando Tano Pisano per la mostra al Palazzo Pubblico di Siena è un omaggio alla città, alle sue contrade e al tema del cavallo. Un messaggio linguistico e poetico pensato esclusivamente per questa esposizione attraverso la ricerca artistica della pittura, della scultura e dell’incisione che diventano il soggetto stesso del suo creare; esiste in lui una fiducia senza tempo e senza mode per queste nobili tecniche artistiche». Infatti « L’abilità tecnica, parte del successo dell’arte fin dalle sue origini, torna ad essere il centro dell’attenzione anche in diversi artisti nel contemporaneo proprio come Tano Pisano in questa mostra a Siena».

La mostra ha anche avuto una gestazione particolarmente lunga: «ho iniziato a preparare le opere lo scorso ottobre 2019 – dice Tano Pisano – perché allora avevo ben quattro mostre in programma. Leprime tre sono state cancellate dal lockdown, per cui questa mostra a Siena, di cui sono particolarmente contento, rappresenta il mio ritorno alla piena attività espositiva – afferma Pisano – con l’obiettivo di tenere viva la dialettica della pittura con il mondo esterno, anche se il punto di partenza, la base è pur sempre l’arte classica. In fin dei conti per me l’arte è un po’ come la cucina: uno può fare qualsiasi pazzia, ma se non possiede le basi, non farà molta strada».

In occasione de “Il gioco del cavallo” ai Magazzini del sale di Siena, sarà realizzato un catalogo che recherà il testo, oltre che del curatore Enrico Mattei, sia di Ornella Casazza, già direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, scomparsa alla fine dello scorso mese di marzo, sia di Cristina Acidini, già Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino.

Quest’ultima infatti scrive: «Dopo molti anni di conoscenza, e molte mostre viste – tra cui la bella monografica organizzata insieme nel 2012 nel Museo della Casa Fiorentina di Palazzo Davanzati a Firenze (parte allora del Polo Museale Fiorentino del quale ero alla guida) -, non pensavo che l’esuberante creatività di Tano Pisano potesse stupirmi. E invece ancora una volta resto incantata di fronte alle molteplici, sorprendenti e ingegnose variazioni sul tema del cavallo, che danno senso e spessore a questa mostra senese. […] Al di là delle singole opere e delle svariate tecniche, quel che identificherei come filo conduttore della mostra è il multiforme, amoroso stupore di Tano per il mondo delle forme viventi nel quale siamo immersi: fiori, pesci, crostacei, oggi cavalli. Tutte presenze simbolicamente possedute dall’artista che, come il poeta nell’incanto dello shakespeariano Sogno d’una notte di mezza estate, “mosso da una sublime frenesia” volge incessantemente l’occhio al cielo e alla terra».

Tornato in Italia nel 2011 – dopo alcuni decenni trascorsi in Europa tra Danimarca, Francia e Spagna – da quasi quattro anni Tano Pisano ha scelto Pietrasanta come città dove vivere e lavorare, per poter respirare quell’arte che lo accompagna sin dalla gioventù e che non l’ha mai abbandonato.

In passato l’artista si era anche allontanato volontariamente dal mondo dell’arte, per poi tornare preferendo tuttavia il rapporto diretto con un selezionato numero di collezionisti e evitando le mostre nelle gallerie, a tutto vantaggio di esposizioni nei musei o comunque in sedi pubbliche. E anche la mostra senese non sfugge a questa regola.

 

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