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Il folk calabrese di Mimmo Cavallaro a Mattatoio N. 5 di Montepulciano

Il 17 aprile Mimmo Cavallaro, cantautore popolare calabrese, sarà a Montepulciano per presentare il suo progetto solista (già TaranProject), il concerto si terrà al Mattatoio n.5 con inizio alle ore 22.30.

Cavallaro nasce come interprete della tradizione musicale calabrese che si è tramandata soltanto per via orale. Con gli anni il musicista apporta le prime variazioni a testi e musiche arrivando a dare vita a un movimento incentrato sulla musica popolare calabrese.

Il pubblico calabrese viene conquistato sia dalla forza ipnotica e coinvolgente dei ritmi antichi che evocano i brani, sia dal modo in cui vengono resi musicalmente attuali. Nasce spontaneamente un movimento di folk revival musicale ma sopratutto di carattere sociale, che vede come protagonisti musicisti di strumenti popolari, gruppi di musica etnica, liutai e scuole di strumento e di balli popolari.

Nascono Festival, associazioni culturali, e il mercato della musica calabrese riorganizza il suo sistema logistico e di marketing attorno a questo fenomeno.

Cavallaro viene riconosciuto il fautore di questo movimento, i gruppi emergenti scelgono il suo approccio stilistico come punto di riferimento, la sua musica e la sua tradizione musicale (fin’ora relegata all’ambito locale) viene sdoganata nel resto d’Italia esibendosi in diversi festival di rilievo (Musicultura, Folkest, Notte della Taranta, etc) e all’estero, e si parla dell’intero fenomeno anche in diversi passaggi televisivi (linea notte, Mediterraneo, Tg2 Mizar, etc.).

Biografia

Mimmo Cavallaro, si affaccia al mondo della musica popolare come interprete della tradizione musicale calabrese che, salvo alcune pubblicazioni, risulta tramandata per via orale. Una cultura di cui fa parte in quanto nato e cresciuto in quell’ambiente che lo accompagna anche lungo il suo percorso artistico, e che cerca di approfondire attraverso indagini sul campo, registrando le voci degli ultimi testimoni diretti di quella realtà musicale. In tal modo analizza, con le stesse modalità di un musicologo, la varietà dei suoi connotati stilistici che caratterizzano i diversi luoghi della Calabria.

In un primo momento interpreta i brani di questa tradizione, in seguito inizia a rielaborare sia la linea melodica sia il contenuto lirico e realizza nel 2009 “Sona battenti”, prodotto da Taranta Power sotto la guida di Eugenio Bennato. In seguito assimila, nella composizione, quel linguaggio stilistico su cui ha indagato con le sue varie ricerche sul campo , realizzando “hjuri di hjumari” nel 2011, “rolica”, nel 2012, e “sonu” nel 2013, tutti co-prodotti assieme alla casa discografica CNI, guadagnandosi l’appellativo di cantautore popolare.

Apre il Concerto del primo maggio nel 2012 e ci ritorna nel 2014 col cantautore piacentino Daniele Ronda, col quale realizza il videoclip del brano “Inno alle diversità”.

Il pubblico calabrese viene conquistato sia dalla forza ipnotica e coinvolgente dei ritmi antichi che evocano i brani, sia dal modo in cui vengono resi musicalmente attuali. Nasce spontaneamente un movimento di folk revival musicale ma sopratutto di carattere sociale, che vede come protagonisti musicisti di strumenti popolari, gruppi di musica etnica, liutai e scuole di strumento e di ball popolari.

Nascono Festival, associazioni culturali, e il mercato della musica calabrese riorganizza il suo sistema logistico e di marketing attorno a questo fenomeno.

Cavallaro viene riconosciuto il fautore di questo movimento, i gruppi emergenti scelgono il suo approccio stilistico come punto di riferimento, la sua musica e la sua tradizione musicale(fin’ora relegata all’ambito locale)viene sdoganata nel resto d’Italia esibendosi in diversi festival di rilievo(Musicultura, Folkest, Notte della Taranta, etc) e all’estero, e si parla dell’intero fenomeno anche in diversi passaggi televisivi(linea notte, Mediterraneo, Tg2 Mizar, etc.).

Nel 2013, decide di utilizzare il materiale raccolto durante gli anni e realizzare un nuovo prodotto discografico che racchiude i brani più significativi del suo periodo di ricerca, dividendoli in due categorie: quelli di carattere sacro(canti di natale e canti pasquali) e quelli di matrice laica( canzoni di amore, spartenza, sdegno ed episodi di vita quotidiana legati al mondo del lavoro). Un doppio cd dal nome “sacru et profanu” che reinterpreta 31 canti tradizionali dal forte contenuto poetico e dal sound raffinato, moderno ma senza tradire il loro linguaggio originario.

 

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