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Il Fai delegazione Siena contro la costruzione di un impianto biomasse nei pressi di San Galgano

Giovedì 26 marzo il Tar della Toscana si pronuncerà sui ricorsi presentati avverso la costruzione di un impianto a biomasse per la produzione di pellet. La struttura dovrebbe sorgere non lontano dall’area nella quale regna da sempre il complesso monumentale che vede al centro la millenaria Abbazia cistercense di San Galgano.

La Delegazione del FAI di Siena e provincia si augura che l’Abbazia, vanto di tutto il territorio provinciale senese, della Toscana e dell’Italia intera venga tutelato e che, a tal fine, i magistrati assumano una decisione saggia che metta fine all’assurda decisione del Comune di Monticiano – che ha dato il benestare alla costruzione dell’impianto industriale – e faccia prevalere le ragioni del Comune di Chiusdino. Comune che custodisce nel suo territorio, confinante con quello di Monticiano, l’eccezionale testimonianza architettonica di San Galgano.

La Delegazione di Siena si unisce alla Sezione di Siena di Italia Nostra che, nel passato, ha già manifestato ampiamente la preoccupazione del forte impatto ambientale che questo impianto a biomasse può produrre in uno dei posti più splendidi del nostro territorio. E’ questa una parte della nostra provincia ancora intatta che conserva un capolavoro dell’architettura del XIII secolo che, per le sue peculiarità, è famosa in tutto il mondo e che è arrivata, anche se fortemente mutilata, ma per questo più magica, fino ai nostri giorni. Ed ora il pericolo imminente non sarà solo quello di ammirare sullo sfondo di San Galgano una bella ciminiera alta 20 metri, ma anche all’aumento significativo di un traffico pesante (camion), in una strada che non è certamente nata per affrontare tali flussi e la nascita di elettrodotti per il trasporto a distanza di energia elettrica.

Incomprensibile è inoltre il fatto che alle due conferenze di servizi preliminari all’approvazione del progetto abbia preso parte la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e non la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, la cui presenza sarebbe stata assai più congrua in relazione alla tutela estetica e visiva dell’abbazia di San Galgano.

Consapevoli che dobbiamo mantenere un patrimonio che ci hanno consegnato le passate generazioni per trasmetterlo alle future e che la ragione prenda il sopravvento su un profitto immediato, la Delegazione di Siena del FAI ritiene con assoluta convinzione che la tutela del sito di San Galgano debba prevalere su quella di un insediamento industriale che potrebbe e dovrebbe trovare spazi idonei in altra sede.

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