Il consiglio comunale e la vicenda dell’aeroporto di Ampugnano: il sindaco risponde all’interrogazione di Pinassi
30 Gen, 2017
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Le vicende della società Aeroporto di Siena spa, posta in liquidazione dagli stessi azionisti nell’ottobre 2012, sono state approfondite nella seduta consiliare odierna con l’interrogazione presentata da Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) che ha ricordato come il Comune di Siena ne detenga/detenesse una partecipazione dell’1,03%, per un valore di circa 137mila euro.

Il consigliere ha ripercorso alcune tappe: “Nel giugno 2014, il Tribunale di Siena ha omologato la procedura di concordato preventivo nominando il liquidatore giudiziale. Successivamente, nel luglio 2016, la società ha approvato il Regolamento di definizione di rapporti e accordo di transazione allo scopo di consentire la liquidazione dei creditori>>.

Pinassi ha chiesto “a che punto è la messa in liquidazione della società” e di conoscere “l’elenco dei creditori liquidati, i relativi importi e le date di tali transazioni”.

Il sindaco Bruno Valentini, ha risposto che le informazioni richieste nell’interrogazione sono contenute nel bilancio finale di liquidazione, redatto dal liquidatore Marco Tanini e approvato lo scorso 19 ottobre dall’assemblea dei soci di Aeroporto di Siena spa: “Il bilancio finale prevede la liquidazione al 100% dei crediti residui, in gran parte già avvenuta, e una piccola quota di liquidazione a favore dei soci. Per il Comune di Siena si tratta di qualche centinaia di euro, passibili di un leggero aumento a seguito di alcune verifiche sull’Irap da parte dell’Agenzia delle Entrate”.

Nel dettaglio i dati del Piano di riparto, in coerenza con quanto stabilito nel Piano di concordato riporta come: “Attualmente le disponibilità liquide ammontano a 1.802.352 euro. Quanto ai crediti in prededuzione, la loro somma è di oltre 393mila euro; oltre 982mila euro spettano ai creditori cosiddetti privilegiati, quali dipendenti, TFR, professionisti e imprese artigiane, mentre 400mila euro circa ai fornitori. Il totale del riparto debiti ammonta a 1.777.753 euro: dalla differenza tra le disponibilità liquide e il riparto debiti risulta un avanzo di quasi 25mila euro”.

Il primo cittadino ha quindi informato che l’ultima assemblea dei soci dello scorso mese di ottobre “ha preso atto del bilancio finale di liquidazione, che prevede la soddisfazione integrale di tutti i crediti residui; ha poi approvato la delega al liquidatore Tanini per le attività residuali e indispensabili a stralcio nei prossimi mesi, per dichiarazioni fiscali, il pagamento degli ultimi debiti e la riscossione degli ultimi crediti a scadenza futura”.

Ed ha concluso sostenendo che, secondo quanto affermato dal liquidatore, la società sarebbe stata cancellata nel 2016 dal registro delle imprese “e ciò comporta automaticamente il venir meno della costituzione di parte civile dell’Aeroporto nei procedimenti penali ancora aperti. Naturalmente i soci procederanno con le azioni che riterranno più opportune. Da tener presente che il Comune di Siena si è costituito parte civile perché la nostra comunità è stata defraudata di questa struttura, che potrà, comunque, avere la possibilità di un aeroporto per servizi di base come quelli legati al business e al turismo, visto che la Regione Toscana ha riconosciuto quello di Pisa per i voli internazionali, quello di Firenze per i nazionali, l’Elba per i collegamenti dell’isola e Siena per il traffico minore, cioè piccoli gruppi turistici, trasporto organi e protezione civile. Una risposta, questa, più ragionevole e sostenibile per il nostro territorio”.

“Ha fatto bene il Comune, visto il danno causato alla città – ha ribattuto Pinassi – costituirsi parte civile, se non fosse che lo ha fatto per il danno provocato dal mancato ampliamento, non per il fallimento di un progetto scellerato che sarebbe risultato una “cattedrale nel deserto”. Sono soddisfatto che i dipendenti e gli artigiani che vi hanno lavorato siano stati liquidati, ma ciò non toglie le responsabilità a chi ha gestito l’operazione”.