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Il compenso di Fabrizio Viola: “Nero su Bianco” chiede chiarimenti al presidente Fondazione Mps

Che un amministratore delegato e direttore generale di una banca veda aumentare di un terzo i suoi compensi in un anno è in genere un segnale positivo. Vuol dire che la banca da lui diretta è florida, ha ottimi ricavi e un futuro improntato all’ottimismo. Ma questa considerazione non ci sembra che calzi a pennello per Fabrizio Viola, AD e DG di Monte dei Paschi, i cui emolumenti hanno compiuto un sorprendente balzo in avanti di ben 600 mila euro: da circa un milione e 300 mila euro l’anno del 2014 al milione e 900 mila nel 2015. Ben oltre 5 mila euro al giorno di stipendio dunque, comprese domeniche e feste comandate. Niente di che scandalizzarsi: questo, si dirà, è il mercato dell’alta finanza.
Vorremmo però sapere dal Presidente della Fondazione MPS Marcello Clarich che in più occasioni ha espresso apprezzamento per l’opera del dr. Viola, se questo lo ritiene giusto ed in linea con il Piano Industriale di Banca MPS.
Se questa scelta, quindi, trova giustificazione nella situazione dell’istituto di credito senese che non naviga certo in acque tranquille: infatti il ritorno del segno positivo in bilancio è solo il frutto di una diversa contabilizzazione del derivato Alexandria e si prospetta ancora la necessità di un’aggregazione che se fosse con un’altra banca italiana, porterebbe ad altri esuberi, a cancellazioni di filiali e all’addio quasi certo al permanere della direzione centrale a Siena. All’orizzonte c’è inoltre la dismissione di altri 300 sportelli (100 già a maggio prossimo), mentre si continuano a chiedere sacrifici ai dipendenti e brucia ancora la vicenda dei molti esternalizzati in FRUENDO, operazione che rischia di rivelarsi un boomerang per chi l’ha ideata, viste le decisioni di diversi tribunali che hanno accolto i loro ricorsi. A questo si aggiunge una totale indifferenza per l’indotto, con molte aziende senesi ormai escluse dal giro dei fornitori della banca.
Pesanti le ricadute negative occupazionali, come anche nel caso di altri posti di lavoro, decine e decine, persi grazie al disimpegno attuato senza alcuna auspicabile gradualità da calcio e basket, con un altro deciso affondo all’immagine di Siena.
Mi rivolgo, dunque, al Presidente Clarich per evidenziare la forte sensazione che il consistente aumento di cui ha usufruito il dottor Viola (ma perché poi due cariche concentrate su una sola persona, con doppi compensi?) potrebbe essere un affronto quantomeno morale e l’ennesimo dei tanti schiaffi inferti alla nostra città da parte della sua ex banca. Con qualcuno schivato solo per un soffio: un esempio per tutti il rischio di scomparire corso dalla stessa Fondazione MPS se l’allora presidente Mansi non si fosse decisamente opposta alla tempistica improvvidamente decisa dal duo Viola – Profumo per il penultimo aumento di capitale; tempistica che avrebbe portato all’azzeramento del patrimonio della Fondazione decretandone la fine.
Crediamo che una crescita così consistente degli emolumenti di un amministratore possa trovare qualche giustificazione solo come riconoscimento per gli ottimi risultati conseguiti. Ma questi risultati caro Presidente Clarich ci resta davvero difficile individuarli. Bisognerebbe chiederlo per conferma agli azionisti sottoscrittori dell’ultimo aumento di capitale, che vedono più che dimezzato il valore degli investimenti fatti.
Quest’ ultimi avrebbero approvato il premio?

Alessandro Piccini Consigliere comunale Capogruppo di “Nero su Bianco!” al comune di Siena

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