Il Cipe accoglie le proposte della Regione Toscana, arrivano 2 mln per il Santa Maria della Scala
1 Mar, 2018
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Sono state accolte dal Cipe, il Comitato per la programmazione economica, le proposte di intervento avanzate dalla Regione per Santa Maria della Scala e per la Certosa di Calci. Al complesso senese sono destinati 2 milioni di euro; 600 mila quelli deliberati per il museo del comune pisano. La Regione, sottolinea con soddisfazione la vicepresidente e assessore alla cultura, ha messo in campo un grande sforzo per assicurare nuove risorse per la valorizzazione di due autentici gioielli del patrimonio culturale e architettonico toscano. Il quadro, ricorda, è quello fissato dall’Accordo firmato con il Mibact nel 2016 con l’obiettivo di promuovere la formazione di un sistema museale regionale e che, nel caso di S. Maria della Scala, si intreccia con un progetto tematico di valore strategico, per la Regione, come quello della Via Francigena. Con i 2 milioni assegnati dal Cipe, sarà possibile assicurare la piena funzionalità degli spazi recuperati del S. Maria della Scala, a completamento del progetto strategico regionale. 

Il sindaco Bruno Valentini scrive su Facebook: “Insieme al vicepresidente della Regione, Monica Barni, ed al direttore del SMS Daniele Pitteri, abbiamo seguito questa opportunità, con la dovuta riservatezza ma con molte speranze. Ora è ufficiale e potremo aggiungere queste risorse a quelle già stanziate da Comune e Regione (ed in parte da Fondazione MPS) per portare ulteriormente avanti la ristrutturazione del complesso e la sua piena fruibilità. Nei prossimi giorni spiegheremo meglio gli stralci finanziato ma senza una progettualità di ampio respiro tutto questo non sarebbe stato possibile. Il Santa Maria della Scala è sempre di più il simbolo concreto della concreta ripartenza di Siena”.

Il contributo di 600mila euro per la Certosa di Calci contribuirà al lavoro che Mibact, Regione Toscana, Università di Pisa e Comune di Calci stanno portando avanti con grande impegno per la definizione del modello di gestione della Certosa.