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I temi dibattuti ieri in consiglio comunale

L’interrogazione a firma di Massimiliano Bruttini (PD) ha puntato l’attenzione sulle aree di sosta e passeggio dei cani, definite dallo stesso “un servizio risultato ben accetto e gradito dai cittadini, che deve essere ulteriormente esteso in altre parti della città”. Su questo si è incentrato il documento teso a conoscere la possibilità di “realizzarne un’altra nella zona di S. Prospero, all’interno di uno dei due spazi a verde contigui al Monumento ai caduti in via Pannilunghi”. Il consigliere ha, inoltre, chiesto di conoscere se l’amministrazione intenda programmare interventi manutentivi alle aree già istituite con l’installazione di apposite recinzioni, e la dotazione, come previsto tra l’altro dal Regolamento, delle opportune attrezzature per le deiezioni.

L’assessore alla Tutela degli animali, Leonardo Tafani, nell’informare su quanto previsto dalla normativa regionale e dall’ordinanza comunale del 6 agosto 2013, ha evidenziato che in base a quanto disposto “non è possibile l’installazione di cartellonistica che vieti la conduzione di cani, perché questi possono accedere in qualsiasi area pubblica e di uso pubblico, mentre ne è vietato l’ingresso nelle aree attrezzate con giochi per bambini, qualora queste siano delimitate e segnalate con appositi cartelli posizionati a seguito di ordinanza”.

Per quanto concerne, invece, la raccolta degli escrementi, l’assessore ha ribadito che, come contenuto nel Regolamento comunale sulla tutela degli animali, sta al proprietario raccoglierli. “Le azioni di verifica e controllo sul rispetto di quanto disposto sono di competenza di tutte le forze dell’ordine: in particolare della Polizia Municipale, coadiuvate dalle Guardie zoofile dell’ENPA, con la quale è stata stipulata, proprio quest’anno, un’apposita convenzione”.

Tafani, dopo aver elencato le 22 aree di sosta già in essere (in via D. Alighieri, S. Benedetto, P. Strozzi, Lazio, Mentana, di Collinella, G. Verdi, E. Berlinguer, Madonna del Buonconsiglio, della Biccherna, B. Renaldini, A. Aldobrandeschi, Guastelloni, Aretina, del Vecchietta, D. Neri, Viale Mazzini, Passaggio Calamandrei, due agli Orti del Tolomei, vicolo degli Orbachi e Poggio Cardinale), ha fatto presente che, dal sopralluogo effettuato, non risulta possibile la creazione di un ulteriore spazio nella zona individuata dal consigliere perché parte integrante dell’area monumentale, quindi non utilizzabile.

<<L’alternativa – ha proseguito l’assessore – potrebbe essere rappresentata dal completamento dell’area fra via Diaz e via Cadorna, ma vi sussistono complicazioni dovute alla forte pendenza del terreno, che richiederebbe recinzioni più alte rispetto a quelle esistenti. Oppure, i circa 800 mq di zona verde tra la parte finale del posteggio di via Bonci e le mura medioevali. In entrambi i casi, però, dovranno essere individuate le risorse necessarie>>.

Ricordando che gli interventi manutentivi vengono effettuati continuamente, nei limiti delle disponibilità economiche, e che, ultimamente, si è provveduto, sia a San Miniato sia in altre zone, a installare nuovi cancelli di ingresso, Tafani ha evidenziato che gran parte delle aree sono dotate di idonea attrezzatura per la raccolta delle deiezioni (distribuzione dei sacchetti), registrandone, al contempo, un utilizzo abnorme con un costo rilevante per l’Ente.

Per questo, l’ipotesi di <<considerare l’installazione di distributori a pagamento – ha specificato l’assessore – da parte di ditte specializzate che potrebbero occuparsi anche del rifornimento nelle aree non soggette a sguinzagliamento. Considerata, infine, l’attuale situazione economica del Comune e la progressiva diminuzione del personale dedicato è auspicabile una razionalizzazione delle aree esistenti e, in parallelo, interventi di informazione da dedicare ai cittadini così che possano meglio essere evidenziate le aree più prossime da poter utilizzare>>.

Bruttini si è dichiarato <<abbastanza soddisfatto: l’importante è farsi carico del problema, dotando i quartieri di idonee strutture commisurate, anche dal punto di vista quantitativo, ai bisogni dei cittadini e dei loro amici a quattro zampe. Auspico che entrambe le aree indicate dall’assessore per la zona di San Prospero possano essere adibite allo scopo in questione>>.

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IL TEMA DELLA RECENTE RIFORMA LEGISLATIVA SUL SISTEMA CAMERALE E DEI SUOI EFFETTI SUL TERRITORIO SENESE

Le misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari, contenute nel decreto legge n. 90 dello scorso 24 giugno, poi convertito ad agosto nella legge n. 114/2014, prevedono la riduzione del 50% dell’importo del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata nell’apposito registro.

<<Un diritto – come ha spiegato Massimo Bianchini (Nero su Bianco) attraverso l’interrogazione sottoscritta anche da Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra) e Marco Falorni (Impegno per Siena) – che rappresenta il 70% delle entrate del sistema camerale. Quando avevamo presentato questo documento avevamo a che fare ancora con un decreto legge, poi convertito in legge, che rischia di generare pesanti ripercussioni anche sulla Camera di Commercio di Siena, soprattutto in termini di sicurezza del posto di lavoro per i 58 dipendenti>>.

Il consigliere, rimarcando che in realtà come quella senese potrebbero risultare compromessi servizi essenziali e di consulenza per le 30 mila piccole e medie imprese del territorio come quelli di natura anagrafica, sostegno al credito, supporto all’internalizzazione, partecipazione a bandi comunitari, nonché quelli di promozione del territorio, ha chiesto <<se l’amministrazione intenda attivarsi a sostegno della Camera di Commercio e come intenda muoversi per ottenere, in sede parlamentare, una revisione della legge>>.

Il vicesindaco Fulvio Mancuso ha risposto ricordando come <<in effetti, il Parlamento abbia già modificato la norma, attenuandone gli effetti altrimenti dirompenti sul sistema della CCIAA: una norma finalizzata a ridurre gli oneri economici per le imprese in questa fase in cui il paese è impegnato in un complesso rilancio della propria economia. La legge di conversione n. 114 ha infatti previsto che il diritto annuale dovuto alle CCIAA sarà ridotto progressivamente: per l’anno 2015 del 35%; per il 2016 del 40% e, a decorrere dal 2017, del 50%>>.

<<L’Amministrazione Comunale – ha proseguito Mancuso – riconosce l’importantissima attività di supporto alle attività di promozione, formazione e internazionalizzazione dell’imprenditoria operata dalla CCIAA del nostro territorio, e segue con attenzione il lavoro svolto a livello del sistema camerale toscano per trovare soluzioni condivise, finalizzate a modernizzare e rendere più efficienti i servizi forniti da tale Ente>>.

Dal punto di vista politico, l’Amministrazione sta mantenendo attivo il collegamento con i diversi rappresentanti istituzionali e parlamentari <<impegnati nella ricerca di un nuovo “equilibrio” – ha continuato il vicesindaco – che tenga insieme rinnovamento ed efficienza, da una parte, e mantenimento del livello dei servizi e dell’occupazione, dall’altra, fornendo indicazioni sulle esigenze delle imprese del territorio. Si ritiene, infatti, che l’Amministrazione possa contribuire allo sviluppo di supporti, quali quelli forniti dalla CCIAA, in termini di innovazione, efficacia e efficienza>>.

Più in generale, sul tema della riforma delle Camere di Commercio, Mancuso ha ricordato come rappresentanti istituzionali del territorio, quale il deputato Luigi Dallai, siano intervenuti per arrivare ad un progetto di riorganizzazione che possa salvaguardare occupazione e professionalità e, nel contempo, garantire maggiore efficienza e razionalizzazione dei costi, sempre con l’obiettivo di mantenere un proficuo rapporto con l’economia del territorio.

<<Anche io mi riconosco nell’idea – ha concluso il vicesindaco – che non ci possa limitare a drastiche operazioni di eliminazione o di mero accorpamento territoriale, ma si debba fare ogni sforzo verso una ipotesi condivisa che rafforzi complessivamente l’efficienza delle funzioni dell’ente come strumento di sviluppo del territorio. Tutto questo dando atto del notevole e positivo lavoro che la Camera di Commercio di Siena ha svolto e continua a svolgere per la valorizzazione, la formazione e l’internazionalizzazione delle imprese del nostro territorio in un contesto economico di enorme difficoltà.A livello più strettamente locale, l’Amministrazione Comunale verificherà nel tempo lo sviluppo di ogni forma di sinergia ed interscambio che possa contribuire all’efficienza dell’azione della locale CCIAA, a vantaggio del mondo delle imprese e dell’economia nel suo complesso>>.

<<Parzialmente soddisfatto>> si è dichiarato Massimo Bianchini, il quale auspica <<una presa di posizione più decisa e un atto di stimolo più forte nei confronti di una riforma che ha suscitato polemiche anche all’interno dello stesso Governo>>. <<Voglio solo augurare – ha concluso Bianchini – che questa operazione non sia propedeutica alla commercializzazione del patrimonio camerale italiano, stimato in oltre 3 milardi di euro, a qualche investitore internazionale>>.

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L’ATTENZIONE DEL CONSIGLIO SULLA NUOVA TARIFFAZIONE PER LA ZTL

Con l’interrogazione presentata oggi in Consiglio comunale da Luciano Cortonesi (Nero su Bianco) e sottoscritta anche dal collega di gruppo Massimo Bianchini e da Pietro Staderini (Moderati di Centrodestra), è stata posta l’attenzione sul nuovo sistema tariffario della ZTL, recentemente deliberato dalla Giunta.

Cortonesi ha sottolineato come le nuove disposizioni prevedano il pagamento anche da parte di categorie finora esentate: tra queste, <<i dipendenti della Polizia di Stato, ovvero circa 170 persone – ha specificato il consigliere – che, secondo le varie specializzazioni, prestano servizio nella sede della Questura e nella relativa caserma, nell’arco delle 24 ore giornaliere>>.

Il consigliere ha pertanto chiesto <<se il sindaco sia a conoscenza della situazione e dei motivi per i quali dovrà pagare il bollino anche il personale impiegato nella Polizia di Stato>>.

L’assessore alla Viabilità, Stefano Maggi, ha innanzitutto ricordato che <<mentre i veicoli istituzionali non sono chiaramente soggetti a tariffa, i mezzi privati dei lavoratori rientranti nella categoria dei servizi sono sottoposti a un costo annuo di 30 euro: un onere esiguo, tra l’altro esteso anche agli stessi amministratori e ai consiglieri comunali, così come ai dipendenti dell’Università che si avvalgono del parcheggio privato dell’ateneo>>.

<<Con l’avvio della fase di sperimentazione – ha proseguito Maggi – abbiamo fatto una scelta: quella di non caricare tutti i costi di gestione e manutenzione del sistema telepass sui residenti, che finora sono stati gli unici a pagare, ma di distribuirli su tutte le categorie di utilizzatori del centro storico. Del resto, abbiamo anche mantenuto la tipologia del permesso gratuito per esigenze saltuarie rientranti nei 30 minuti>>.

<<Una volta terminata e valutata la fase sperimentale – ha concluso l’assessore – recepiremo l’impianto complessivo del provvedimento sul Piano urbano della Mobilità, che poi approderà in Consiglio per l’approvazione nella prossima primavera>>.

Cortonesi si è dichiarato parzialmente soddisfatto della risposta e ha auspicato <<che, attraverso il percorso di concertazione attivato con alcune associazioni di categoria, si possano apportare i necessari correttivi al sistema, dopo l’attuale periodo di sperimentazione>>.

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IL DECRETO “SBLOCCA ITALIA” DISCUSSO IN SEDE CONSILIARE

Nella seduta odierna di Consiglio, Michele Pinassi (Siena 5 Stelle) ha presentato un’interrogazione sul decreto “Sblocca Italia”.
Il consigliere, in particolare, ha fatto riferimento <<alla richiesta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di comunicare un elenco delle opere pubbliche incompiute nei territori comunali>> e chiesto al sindaco <<se abbia effettuato tale comunicazione nei tempi opportuni e in riferimento a quali opere>>.
L’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Mazzini, ha aggiornato l’aula sugli esiti delle valutazioni tecniche degli uffici comunali: <<Non è emerso alcun ritardo, né alcun intoppo burocratico da segnalare alla Presidenza del Consiglio, in quanto tutte le difficoltà nelle quali ci imbattiamo per la realizzazione delle nostre opere pubbliche hanno una motivazione economica legata alla carenza di finanziamenti>>.
<<Se ho ben colto lo spirito dell’interrogazione – ha proseguito Mazzini – posso comunque informare il Consiglio che abbiamo segnalato altri edifici e opere non più procrastinabili che interessano la nostra collettività, anche se non di stretta pertinenza comunale, come nel caso del Tribunale giudiziario e del patrimonio murario di Siena, meritevoli dell’attenzione del Governo>>.
Pinassi ha ringraziato per la risposta esaustiva, ma ha espresso <<delusione per quella che sembra un’opportunità mancata, dopo l’analoga vicenda sull’edilizia scolastica>>, concludendo con un invito a valutare ulteriori opere degne di attenzione, come nel caso del campo sportivo e della sede della Pubblica Assistenza a Taverne d’Arbia.

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DA ERNESTO CAMPANINI UN’INTERROGAZIONE SULLA RACCOLTA DEI RIFIUTI NELLA STRADA REGIONALE 2 E IN STRADA DEGLI AGOSTOLI

Le condizioni di sporcizia in cui versano le aree di raccolta rifiuti lungo la Strada regionale 2, all’incrocio con via della Fornace, e in strada degli Agostoli, località Costafabbri, sono state oggetto di un’interrogazione a firma di Ernesto Campanini (SsM, Sinistra per Siena, RC).
Il consigliere, <<considerato il rischio igienico sanitario, i miasmi emanati e l’immagine di degrado all’ingresso della città>> ha chiesto all’amministrazione <<le motivazioni di tale situazione – ha specificato Campanini – e quali interventi intenda adottare per fronteggiarla, precisando anche le tempistiche di svolgimento>>.
Prendendo atto della situazione denunciata dal consigliere, l’assessore all’Ambiente, Paolo Mazzini, ha fatto presente che SEI Toscana, su disposizione del competente ufficio comunale, effettua quotidianamente interventi di recupero <<ma nel caso che si tratti di rifiuti speciali o pericolosi non recuperabili con il servizio giornaliero, viene provveduto con specifiche attrezzature, o da SEI o dal Comune, generalmente una volta alla settimana. Comunico un dato su tutti per comprendere la quantificazione del fenomeno: le discariche abusive nei boschi e in prossimità delle stesse isole ecologiche richiedono la rimozione di circa 30-40 metri cubi di materiale al giorno>>.
<<In altre aree dove si verificano casi analoghi – ha proseguito Mazzini – abbiamo informato la Polizia Municipale, organo di controllo per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Dopo un’attività di monitoraggio per una settimana, non sono state registrate particolarità di rilievo e pertanto il controllo sarà ripetuto>>.
Mazzini ha inoltre informato che, nel nuovo Regolamento comunale per la gestione della raccolta dei rifiuti, sono state introdotte maggiori possibilità di controllo tese alla salvaguardia dell’ambiente e al decoro urbano.
<<In questi giorni – ha concluso l’assessore – stiamo preparando corsi di formazione per la figura dell’Ispettore ambientale, in modo da procedere, quanto prima, all’affidamento di un primo incarico per lo svolgimento dell’attività ispettiva>>.
Pur ringraziando l’assessore, Campanini si è dichiarato <<totalmente insoddisfatto>> e ha invitato l’amministrazione <<a fare le dovute valutazioni sul numero e la dislocazione dei cassonetti, piuttosto che limitarsi a cercare i colpevoli, soprattutto in quelle aree che risultano in aumento demografico>>.

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IN CONSIGLIO UN DIBATTITO SULLA PRATICA DELL’INFIBULAZIONE

La pratica dell’infibulazione è stata tema di dibattito consiliare con l’interrogazione presentata nella seduta di ieri da Marco Falorni (Impegno per Siena) e sottoscritta anche da Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra).
Falorni ha chiesto quali iniziative siano state intraprese dall’Amministrazione comunale a partire dal 2004, quando il Consiglio ha approvato una mozione che la impegnava ad <<aprire tavoli di confronto con le donne immigrate e le associazioni impegnate contro le mutilazioni dei genitali femminili, promuovere campagne informative e di sensibilizzazione, organizzare appuntamenti di confronto e accertare l’esistenza del fenomeno nel territorio comunale, individuando le eventuali situazioni sociali a rischio e vigilando, anche in sede di Conferenza dei sindaci, affinché nei presidi sanitari non sia praticata alcuna forma di infibulazione>>.
L’assessore alla Sanità e al Sociale, Anna Ferretti, recependo i contenuti di una nota della USL 7, ha informato l’assise sui percorsi formativi rivolti al personale organizzati dalla stessa azienda e dalla Regione Toscana nell’ambito del programma “Migliorare la comunicazione sulle mutilazioni genitali femminili”, <<a cui hanno partecipato – ha specificato l’assessore – 2 pediatri, 9 ginecologi, 4 ostetriche, 2 infermiere e un’assistente sociale, i quali, a loro volta, si sono preoccupati di trasmettere la comunicazione agli altri operatori dei servizi per creare una cultura nei genitori affinché non si perpetui la pratica nei confronti dei nuovi nati. Possiamo quindi affermare che vi è alta sensibilità e vigilanza del servizio consultoriale sull’argomento>>.
L’assessore ha ricordato che, nel biennio 2007/2008, si è tenuto un altro corso, sullo stesso tema, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria al quale hanno partecipato 48 professionisti. Ferretti ha inoltre citato il progetto “Shabaka”, promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con l’associazione “Nosotras” di Firenze e finanziato da Fondazione MPS, grazie al quale è stato attivato un ulteriore modulo di formazione e sensibilizzazione rivolto a operatori pubblici (Azienda USL, Ospedale, Servizi sociali, Questura), privati e associazioni (Centri antiviolenza, Arci), a cui hanno partecipato anche un’educatrice professionale e un’assistente sociale del Comune.
Per quanto riguarda la quantificazione del fenomeno nel territorio senese, <<pur in assenza di dati ufficiali, in questi ultimi anni – ha proseguito Ferretti – siamo venuti a conoscenza di un caso relativo a una donna che aveva poi superato le proprie difficoltà attraverso interventi chirurgici di ricostruzione, ma nel complesso possiamo comunque affermare che il fenomeno risulta decisamente limitato anche per le tipologie di etnie presenti>>.
Insoddisfatto Falorni, il quale ha dichiarato di aver avuto <<conferma che, nonostante gli impegni assunti con la mozione nel 2004, nei quattro mandati amministrativi che si sono succeduti al Comune di Siena non è stato fatto niente sul tema>> e ha auspicato che l’assessore in carica e la vigente Commissione Pari opportunità possano, invece, esprimere le proprie sensibilità facendosi carico delle problematiche in questione.

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