I sindacati rispondono al Sindaco di Colle: “Smentisca subito le dichiarazioni inaccettabili sullo sciopero della Polizia Municipale”.
11 Ott, 2016
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A seguito delle recenti dichiarazioni del Sindaco di Colle di Val d’Elsa Paolo Canocchi sullo sciopero della Polizia Municipale, le organizzazioni sindacali FP CGIL, FP CISL e DICCAP-SULPM hanno diffuso la seguente nota.

In merito alle legittime azioni di sciopero della Polizia Municipale del Comune di Colle di Val d’Elsa, riteniamo inopportune ed inaccettabili le affermazioni del Sindaco – “Premesso che considero il carattere di tali manifestazioni vergognoso…” – chiedendo una pronta smentita. Siamo allibiti di come si possa etichettare con “carattere vergognoso” una vertenza sindacale, poiché dette azioni di protesta sono state e saranno sempre dettate dal rigoroso rispetto delle norme locali e nazionali in materia del diritto di sciopero, garantito costituzionalmente ai lavoratori. Tali dichiarazioni, lanciate senza una plausibile motivazione, si avvicinano molto alla diffamazione a mezzo stampa, se non anche ad una condotta antisindacale volta, con tutta evidenza, ad istigare il disprezzo dei cittadini, nella speranza vana di rompere il sodalizio sindacale unitario e la tenacia di una protesta divenuta tanto insopportabile quanto inarrestabile.

Con riferimento alla frase “…la richiesta che una parte dei soldi ricavati dalle multe sia impiegata per la previdenza integrativa dei dipendenti, anziché per la sicurezza stradale ed urbana;…” siamo ad evidenziare che la previdenza integrativa risulta prevista ex lege dall’art. 208 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992 e successive modificazioni ed integrazioni), nonché dal CCNL Comparto Regioni EE.LL. del 22/01/2004 (art. 17) per gli Agenti che irrogano sanzioni al C.d.S. – siano essi Agenti comunali, provinciali, e/o della Polizia di Stato e Arma dei CC. – ed inoltre dall’art. 11 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori). Tale destinazione è vincolata, come le altre destinazioni contenute nel dispositivo di legge. Detto questo, tra le altre destinazioni, ribadiamo vincolate, vi è pure certamente la sicurezza stradale, ma sottolineiamo con estrema forza e franchezza che non è stata mai sindacalmente contestata la devoluzione di proventi a tale importante finalità. Evidentemente il primo cittadino del Comune di Colle trae una visione del tutto personale dalla lettura della norma, ma siamo più propensi a pensare al negazionismo a prescindere…

Inoltre il Sindaco non può arrogarsi il diritto di applicare previsioni contrattuali a proprio comodo negando al contempo altre legittime titolarità.

A proposito dell’accennata riduzione di orario a 35 ore come disposto dall’art. 22 del CCNL 1999, anche questo istituto fa parte integrale delle rivendicazioni bollate da Canocchi come vergognose, in quanto la titolarità spetterebbe ai lavoratori turnisti, ma viene loro negata! L’Amministrazione stessa è stata chiamata in causa presso il Tribunale Civile sezione Lavoro proprio a proposito delle indennità di turnazione negate agli addetti della Polizia Municipale, dato che tutti erogano servizio in turni. Forse il primo cittadino è all’oscuro anche di questo? Oppure lo Stato e le Parti Sociali avrebbero dovuto stilare un Contratto di Lavoro a misura del Sindaco di Colle?

Infine è utile che i Cittadini colligiani conoscano un altro dato, ci riferiamo allo stanziamento di Bilancio relativo alla massa vestiario dei lavoratori (le uniformi) per il 2016: in totale, per 16 unità, sono stati stanziati 200,00 euro! A breve potrebbe accadere di vedere gli Agenti in servizio con i propri indumenti…

Rammentiamo al Sindaco che esiste un contratto nazionale che prevede norme di tutta valenza anche per il Comune di Colle di Val d’Elsa!

Nell’auspicio di una risoluzione del contendere e sempre pronti al confronto, attendiamo la smentita del Sindaco sperando che le sue dichiarazioni siano frutto di un refuso o di un fraintendimento e ci impegniamo altresì ad applicare ancor nuove e più incisive azioni di lotta al fine del raggiungimento degli obbiettivi posti a capo della nostra vertenza.