I problemi di Nottola, i sindaci della Valdichiana prendono posizione
3 Ott, 2017
ospedale nottola esterno

Non si è fatta attendere una forte presa di posizione dei Sindaci della Valdichiana Senese dopo l’intervista rilasciata dal Dott. Sergio Romeo, chirurgo specializzato in protesi, che, riferendosi all’Ospedale di Nottola, ha parlato di mancanza di programmazione e di carenze strutturali.

I Sindaci ribadiscono le posizioni già ampiamente espresse, anche negli atti ufficiali, in materia di sanità e di gestione degli Ospedali Riuniti della Valdichiana Senese e annunciano un’assemblea straordinaria della Società della Salute, aperta anche alla cittadinanza, in cui chiederanno alla dirigenza dell’Azienda USL Toscana sud-est di avere rassicurazioni ed impegni concreti per risolvere problematiche che “se non affrontate tempestivamente, potrebbero portare al collasso dell’intera struttura organizzativa”.

“I Sindaci della Valdichiana Senese conoscevano le criticità della struttura e da mesi le avevano portate all’attenzione dei vertici dell’azienda USL” afferma Andrea Rossi, Sindaco di Montepulciano e Presidente della Società della Salute, anche a nome dei colleghi. “Per Nottola abbiamo sempre concertato i piani aziendali ed i modelli organizzativi che ci sono stati proposti e non abbiamo mai richiesto soluzioni impossibili o fuori portata se non che fosse garantito il turn-over del personale. Tale richiesta non è stata rispettata ed i problemi sollevati da Romeo sono quindi purtroppo condivisibili: oggi l’ospedale va avanti e garantisce i servizi grazie soprattutto all’impegno ed all’abnegazione dei singoli. Ma una situazione del genere non può reggere a lungo”.

“Alla luce della riorganizzazione della sanità varata dalla Regione Toscana – spiega Rossi – Nottola è un ospedale di rete con la Valdichiana e l’Amiata la cui importanza è cresciuta dopo che in aree contigue altri ospedali hanno conosciuto ridimensionamenti e riorganizzazioni; inoltre il modello che garantisce in Valdichiana Senese le emergenze – urgenze può funzionare se tutti i settori sono adeguatamente dotati di personale. Se ciò non avviene – come purtroppo stiamo riscontrando – non solo non si garantiscono questi livelli ma c’è il rischio di attirare in un vortice negativo anche eccellenze come, per esempio, la stessa protesica o la cardiologia, la pediatria (che fa riferimento all’unico punto nascite che ha visto crescere il numero dei parti) e la chirurgia”.

“Non siamo disposti a soccombere alle logiche dei grandi numeri – afferma il portavoce dei Sindaci – perchè il diritto di accesso alla sanità è uguale per tutti, anche nelle aree considerate marginali. Prima di esportare il modello organizzativo della nostra azienda, sarebbe il caso di monitorare il livello dei servizi, di dare risposte ad una richiesta di salute più ampia, che comprende le specializzazioni e le punte di eccellenza ma anche bisogni meno evidenti delle popolazioni, per il bene dell’intera collettività”.

“In fatto di sanità la Valdichiana Senese può rivendicare il suo ruolo – sottolinea Rossi – perché è stata sempre disponibile al confronto e pronta ad affrontare riorganizzazioni dovute a cambiamenti tecnologici o nuovi modelli organizzativi, anche con qualche sacrificio. Ma se tale metro e tali piccoli sacrifici non sono condivisi da un’intera azienda ma solo da una parte marginale, allora le richieste diventano inaccettabili”.