Gestione rifiuti, le precisazioni di Sei Toscana
13 Mar, 2017
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In merito a quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa odierna tenuta da Rete Imprese Italia, Sei Toscana ritiene opportuno precisare quanto segue.

IL CONTESTO NORMATIVO

Le modalità con cui i costi del servizio debbano essere pagati dal cittadino deriva da un riferimento di legge (comma 654, articolo 1, della legge 147/2013- Legge di Stabilità 2014) che stabilisce che la TARI debba interamente coprire i costi del servizio. La TARI, è la parte di tributo comunale che va a coprire i costi supportati dall’ente per l’erogazione dei servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e sostituisce nell’intero territorio nazionale, con decorrenza 1 gennaio 2014, tutti gli altri sistemi impositivi per il pagamento del corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU, TIA e TARES). La TARI viene stabilita in maniera autonoma dai Comuni sulla base del principio della copertura totale dei costi del servizio; mentre in passato con la Tarsu in gran parte dei Comuni veniva coperta solo una percentuale (60-70%) dei costi del servizio ed il resto veniva spalmato nella fiscalità generale. Un incremento tariffario è poi dovuto al ricorso al sistema impiantistico per la necessità – conseguente alla Circolare Orlando (6 agosto 2013) – di portare in discarica solo rifiuti sottoposti a trattamento; ciò significa che tutti i comuni hanno dovuto sopportare ulteriori costi per il trattamento dei rifiuti indifferenziati prima di poterli smaltire in discarica. Per tali motivi non è possibile effettuare paragoni tra gli anni 2013, 2014, 2015.

COSTI

In merito all’affermazione che i costi fissi sarebbero aumentati, dai bilanci di Sei Toscana risulta che il rapporto tra il valore della produzione ed i costi fissi rimane sostanzialmente invariato per glia anni 2014 – 2015.

GESTIONE PERSONALE

Per quanto riguarda il personale, invece, al 31 dicembre 2016 Sei Toscana può contare sulla capacità e la professionalità di 998 dipendenti di cui: 781 operativi, 200 amministrativi, 10 quadri e 6 dirigenti. L’aumento consistente del numero di dipendenti evidenziato da Rete Imprese nell’ultimo biennio è dovuto principalmente a più fattori: il passaggio di ramo di azienda di Asiu (l’azienda gestore del servizio di raccolta e spazzamento rifiuti nei comuni della Val di Cornia (LI) passati in Ato Toscana Sud) a Sei Toscana, avvenuto nel novembre del 2015, che ha visto l’ampliamento del bacino territoriale gestito e la conseguente integrazione di 86 dipendenti. La stabilizzazione, avvenuta nel corso del 2016, di 42 interinali occupati sia come operativi che come impiegati degli uffici amministrativi e non per ultimo le avvenute modifiche ai servizi.

Relativamente alla presenza di figure dirigenziali, appare evidente come la struttura risulti essere leggera se paragonata ad aziende del settore. Il raffronto riportato dallo studio prende in considerazione unicamente il numero dei dirigenti riferiti ad uno dei gestori del servizio operante nel periodo precedente la gestione unica. In verità il numero di dirigenti di Sei Toscana è molto inferiore alla somma dei dirigenti delle società che precedentemente si occupavano della raccolta dei rifiuti nella stessa area ed è perfettamente in linea, anzi leggermente più basso, con gli studi di settore promossi da Cispel (lo 0,6% sul totale della forza lavoro dell’azienda).

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

In merito al dato di raccolta differenziata, nel bacino di riferimento non sono stati registrati i decrementi riportati dallo studio. I dati certificati dalla Regione Toscana restituiscono un andamento migliorativo, seppur esiguo, nel triennio, ovvero anno 2013: 38,29%, anno 2014: 38,89%, anno 2015 38,99%.

E’ da sottolineare, inoltre, come l’incremento delle percentuali di raccolta differenziata sia strettamente legato all’introduzione di nuovi servizi di raccolta che il gestore può attuare solamente se decisi di concerto con le amministrazioni comunali ed Ato, come avvenuto in molti comuni come ad esempio quelli della Val di Chiana Aretina dove si sono registrati significativi aumenti di rifiuti avviati a riciclo.