Geotermia: la questione delle nuove centrali di Radicondoli torna in Parlamento
11 Ott, 2016
Geotermia, Radicondoli

Torna in Parlamento la questione delle nuove centrali geotermiche nel territorio comunale di Radicondoli. Luigi Dallai e Luca Sani, entrambi deputati del Pd, hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti e a quello dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda riguardo all’opportunità di rilasciare i permessi di ricerca e coltivazione geotermica nelle località ‘Lucignano’ e ‘Serracona’, anche in presenza di evidenti profili di incompatibilità ambientale, paesaggistica, sociale ed economica e con il parere contrario dell’amministrazione comunale e delle comunità locali interessate.

“Il punto centrale – sottolinea Dallai – è garantire l’equilibrio tra il corretto utilizzo di un’energia pulita e rinnovabile e le esigenze delle comunità locali. Il sindaco di Radicondoli Emiliano Bravi – sottolinea Dallai – ha ricordato che la ricerca e lo sfruttamento della risorsa geotermica è stata sempre sottoposta alle scelte degli enti locali territoriali ed alla volontà dei cittadini. Tale percorso di concertazione ha portato all’individuazione di aree ben definite, denominate ‘Utoe – geotermiche’, nelle quali è ammessa la ricerca e la coltivazione della geotermia. Nel resto del territorio comunale non sono quindi ammessi interventi di natura geotermica perché adibiti ad altre attività di fatto incompatibili con lo sfruttamento di tale fonte energetica. Gli impianti pilota di Lucignano ricadono in località non adibite alla ricerca sfruttamento della risorsa geotermica”.

“L’interrogazione – conclude Dallai – parte da questa analisi, sapendo che criticità simili esistono in altre zone della Toscana. A cavallo delle province di Siena e Grosseto esistono altri progetti di impianti pilota di centrali geotermiche come quello nelle località “Casa del Corto” e “Montenero”. Ai ministeri competenti, inoltre, chiediamo quando verranno emanate le linee guida sullo sfruttamento geotermico e di avviare la mappatura delle aree idonee e dunque potenzialmente sfruttabili dal punto di vista geotermico”.