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FP CGIL Siena su intervista Assessore Corsi: “Sullo smart working serve un accordo sindacale”.

Accogliamo con piacere che l’Assessore al personale Corsi si preoccupi della socialità dei dipendenti del Comune di Siena! Il Vice Sindaco però dimentica che è in atto una pandemia con contagi peggiori di quelli che abbiamo avuto a Marzo e che ad ora serve a tutti non ammalarsi, socializzeremo dopo!!!

La posizione dell’Ente rispetto allo smart working è confusa e tesa a stare sempre nel minimo consentito dai DPCM, eppure le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato durante la chiusura totale di mandare avanti il Comune come fossero stati in presenza.

A luglio l’Amministrazione ha prodotto, unilateralmente, un protocollo sul lavoro agile licenziato dalla Giunta comunale, la RSU e la FP CGIL hanno chiesto subito un confronto ma ad oggi, malgrado sia stata istituita una commissione, non è mai partito.

Un’azione tempestiva e preventiva tra le parti avrebbe potuto produrre un protocollo del lavoro a distanza più moderno e flessibile dell’attuale, e non ultimo, un regolamento emergenziale condiviso ed attuabile in questa (non inaspettata) difficile fase.

Crediamo che la salvaguardia della salute dei dipendenti e delle loro famiglie, soprattutto dei lavoratori affetti da patologie e dei cosiddetti “fragili”, e contemporaneamente la tenuta e l’organizzazione dei servizi al cittadino, dovesse essere da subito al centro della discussione che da tempo abbiamo tentato di portare avanti, senza riscontro.

Per attuare lo smart working serve in primo luogo fiducia in coloro che lavorano, disponibilità al confronto, rinuncia al pregiudizio e spirito di innovazione, invece si preferisce, forse, rispondere a interessi più legati a dinamiche esterne.

 

FP CGIL Siena

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